Cinema storici sul Lario, futuro in chiaroscuro. L’Astra rimane chiuso, a Cantù riapre il Lux
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Cinema storici sul Lario, futuro in chiaroscuro. L’Astra rimane chiuso, a Cantù riapre il Lux

Uno degli indicatori che si utilizza per misurare la cultura in una città, nel rapporto Federculture, ad esempio, è il numero delle sale cinematografiche e la spesa pro capite per andare al cinema. Se si parla di Como, o dell’intera provincia la medaglia ha due facce, ovvero un elevato numero di sale, 35 quelle aperte nel weekend scorso, ma di queste 35, 28 sono concentrate su tre cinema.
Tre grandi e moderni multisala, con il gruppo Cinelandia, di proprietà del canturino Paolo Petazzi, a Como-Camerlata ed Arosio e Uci Cinemas a Montano Lucino. La geografia delle sale cinematografiche è cambiata nel giro di pochissimi anni.
Ma che fine hanno fatto le sale uniche? Sull’Astra, l’unico della convalle, dopo il rilancio con la firma del regista Paolo Lipari, il bando vinto per le proiezioni in streaming e i tanti progetti futuri pesa come un macigno la questione agibilità. La proprietà della sala è della parrocchia di San Bartolomeo, a Como. L’ultimo messaggio sulla pagina Facebook del cinema è del 20 ottobre ed è firmato da don Tiziano Raffaini, parroco di Valmorea, Rodero e Bizzarone, nonchè vicepresidente dell’Acecc – Associazione Cattolica Ente Comasco Cinema. Raffaini annuncia che il cineforum non sarà organizzato. Si tratta di una realtà che a Como esiste dal 1954 e nell’ultima stagione contava ben settecento tesserati.
L’annuncio precedente era del 5 settembre. «Il Cinema Astra è al momento chiuso in quanto dai vigili del fuoco è arrivata richiesta di ulteriori interventi di adeguamento in base alle norme vigenti. Ad oggi non è ancora possibile definire una tempistica. Vi terremo puntualmente informati su ogni prossimo sviluppo».
La struttura di viale Giulio Cesare necessita di pesanti opere di adeguamento. L’agibilità, dopo una serie di deroghe, non è più stata concessa. Si parla di lavori che superano ampiamente i 100mila euro, per impianto antincendio, moquette e poltrone.
Una cifra difficile da coprire per una singola parrocchia.
Il regista, Paolo Lipari, che è ancora presidente dell’Acecc, spiega via messaggio che «il destino dell’Astra è nelle mani della parrocchia di San Bartolomeo, proprietaria dello stabile».
Nessun sa insomma se e quando verrà aperto il cantiere per la messa a norma del cinema secondo i moderni standard di sicurezza richiesti.
A Como resiste il Gloria. La programmazione, come spiega Enzo D’Antuono, presidente del circolo Xanadù che lo ha in gestione, «va a gonfie vele». Anche per lo storico cinema di via Varesina si prospetta però una sfida importante. La proprietà ha infatti messo in vendita lo stabile, il contratto del Gloria scade a maggio 2020. Xanadù sta progettando l’acquisto, ma, come detto, si tratta di un’operazione complessa. Tra chi gestisce i monosala, pur di diversa estrazione sociale, c’è anche grande solidarietà. Così il Gloria, più vicino all’ambiente della sinistra comasca, aveva proposto di ospitare il cattolicissimo Cineforum dell’Astra.
«Saremmo diventati Astra per un giorno a settimana», dice D’Antuono. Poi non se n’è fatto nulla.

Aveva dato la sua disponibilità a ospitare il cineforum anche l’unica monosala di “cintura” urbana. Il cinema di Lipomo, come spiega Fiorenzo Molteni, vicepresidente dell’associazione che gestisce il Cinema Teatro Oratorio San Vito di Lipomo, una sala da 280 posti.
«Per noi sarebbe stato un modo per aumentare e diversificare il pubblico – dice Molteni – Avevamo solo chiesto il rimborso delle spese di riscaldamento, ma la nostra proposta non ha avuto seguito».
Dura la vita di chi gestisce un monosala ai tempi dei colossi dell’intrattenimento con il grande schermo. Ma il mercato del “vecchio cinema” con un solo spettacolo potrebbe avere un colpo di coda. Un segnale in questa direzione arriva proprio da un imprenditore del settore, il già citato canturino Petazzi. Venerdì 16 novembre riapre il Lux di Cantù. Aperto nel 1948 in via Manzoni, aveva chiuso lo scorso maggio, pareva in modo definitivo. Invece ecco riaccendersi luci e proiettori del “Cinema Lux 3.0”, 150 posti, poltrone Vip. Si parte con “Animali fantastici: i crimini di Grindelwald”, una prima visione.
Un messaggio di rinascita che lascia una traccia di speranza anche per le sorti del mitico Astra.

12 Novembre 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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