Cinque colpi verso la strada: si aggrava la posizione del 50enne

La bimba ferita – I test balistici condotti dall’abitazione confermerebbero che avrebbe sparato in direzione di via Bellinzona. Oggi l’interrogatorio
Secondo gli inquirenti l’uomo non avrebbe mirato a una lattina appesa sul balcone ma a un cartello
La tesi della lattina non convince. In attesa dell’interrogatorio di convalida, fissato per oggi, sembra aggravarsi la posizione dell’assicuratore 50enne in carcere con l’accusa di aver ferito, giovedì scorso, la bambina di 10 anni di Ponte Chiasso. L’uomo ha dichiarato di aver esploso cinque colpi contro un bersaglio appeso al balcone, ma prende sempre più corpo l’ipotesi di un folle tiro verso la strada, forse puntando un cartello.
Nella richiesta di convalida del fermo e di custodia
cautelare, il pubblico ministero Mariano Fadda, titolare dell’inchiesta, ha ipotizzato il reato di tentato omicidio, lasciando in secondo piano l’ipotesi delle lesioni personali aggravate. Oltre al colpo che ha ferito la bambina, Leonardo Zarrelli deve spiegare anche gli altri quattro proiettili che hanno raggiunto il muro di via Bellinzona, tutti ad altezza uomo.
Ad aggravare la posizione dell’assicuratore ci sarebbero pure i risultati di ulteriori rilievi balistici. Nelle scorse ore, i carabinieri del nucleo operativo di Como e gli esperti hanno ripetuto la prova del “laser pointer”, già utilizzata nella prima fase di indagine per capire da dove fosse partito il colpo che ha ferito la bimba.
Questa volta l’esame è stato fatto “al contrario”. Gli investigatori hanno riportato in via Bellinzona l’auto dei genitori della piccola e l’hanno sistemata nuovamente nel punto esatto in cui si trovava al momento in cui il proiettile ha sfondato il vetro e si è conficcato nella spalla della bambina.
Gli esperti, anziché sulla strada, questa volta erano nell’abitazione di Leonardo Zarrelli, in via Barberini. Il dispositivo laser è stato utilizzato per verificare se, sparando dall’appartamento dell’assicuratore, i colpi potessero arrivare sulla strada.
L’esito dei test, stando alle prime informazioni, sarebbe positivo. Secondo gli inquirenti, il 50enne potrebbe aver sparato da casa verso la strada, probabilmente convinto che i proiettili non potessero arrivare fino a via Bellinzona o comunque non potessero raggiungere la zona che, giovedì notte, era affollata di auto e pedoni.
Durante il primo interrogatorio, l’assicuratore di Monte Olimpino ha confermato di aver esploso cinque colpi utilizzando una carabina calibro 22, ma ha ripetuto più volte di aver puntato l’arma contro una lattina che aveva appeso sul balcone proprio per essere utilizzata come bersaglio artigianale. Già in quelle prime ore, però, era stata avanzata l’ipotesi, seppure non confermata, che il vero bersaglio, almeno dopo i primi colpi, fosse un cartello stradale.

Anna Campaniello

Nella foto:
Oltre al colpo che ha ferito la bambina, altri quattro proiettili – tutti ad altezza uomo – hanno raggiunto un muro di via Bellinzona, come mostra il carabiniere nella foto (Fkd)

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