Città Creative dell’Unesco 2021, Como passa la prima selezione

Como Unesco

Como ci riprova. A poco più di due anni di distanza annuncia una nuova candidatura a Città Creativa dell’Unesco. Nel 2019 la scelta cadde su Biella per l’artigianato e Bergamo per la gastronomia. Ora la Commissione Nazionale italiana per l’Unesco ha inserito Como nella sezione artigianato tessile. Il pre-screening svolto dai tecnici della sede internazionale di Parigi è già stato superato. Il sindaco di Como, Mario Landriscina, ha ricevuto la comunicazione ufficiale. “La candidatura della vostra città per il 2021 è completa ed ammissibile”: ora si dovrà la trasmissione del dossier della Città di Volta ai valutatori finali. I risultati sono attesi per l’inizio di novembre.

Como Villa Olmo dal lago
Como Villa Olmo dal lago



Comune, Fondazione Alessandro Volta e il Comitato Como e Seta hanno già riunito a Villa del Grumello i player del territorio per condividere con loro i prossimi passi da fare. Presentati il marchio identificativo del progetto “Como Candidata Città Creativa Unesco” e anche il portale www.comocreativecity.com.

Logo Como Unesco
Logo Como Unesco

Sul sito sono state già caricate anche 33 lettere di sostegno alla candidatura. Endorsement da parte della Camera di Commercio, della Provincia, dell’Università dell’Insburia, ma pure dalla Città di Biella, da imprenditori e gruppi tessili internazionali e italiani, a iniziare dal presidente di Moncler, il comasco Remo Ruffini.

«Il portale contribuirà non solo a promuovere – si legge nella nota inviata ieri dal Comune di Como – ma anche a far conoscere il progetto alle città del network internazionale, alla città di Como e al suo territorio, ai visitatori e sicuramente faciliterà l’adesione di nuovi potenziali sostenitori al progetto».
Il presidente di Fondazione Volta, Luca Levrini, ha evidenziato che «il portale “comocreativecity” sarà un mezzo semplice, ma straordinario, per spiegare i contenuti della candidatura di Como, riassumibili in due ambiti: il primo riguarda la valorizzazione del binomio artigianato tessile-creatività, il simbolo della vocazione storica del territorio per il settore manifatturiero; il secondo ambito invece riguarda la finalità del riconoscimento di Como, anche a livello internazionale, come città della moda sostenibile», ha detto Levrini.

Stefano Vitali, presidente del Comitato Como e Seta e Davide Gobetti, presidente della Delegazione di Como di Confartigianato Imprese, hanno descritto così il concept del marchio dedicato al progetto: «Nel marchio risulta ben leggibile la lettera C a indicare la città di Como e la creatività. La lettera C si sviluppa su un cerchio che rimanda al concetto di economia circolare, mentre le linee sovrapposte alla C e al cerchio formano una rete».
Como è la città capofila del distretto territoriale “Textile Valley” che racchiude le due province Como-Lecco: qui si vanta una tradizione nella manifattura tessile che risale a 500 anni fa e ancora oggi rappresenta un’eccellenza del made in Italy, con oltre 15mila addetti.

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