Città dei Balocchi, affari per pochi: «Calo delle vendite in via Milano»

Le casette della Città dei Balocchi

Casartelli (Confesercenti) illustra i dati di un sondaggio

Città dei Balocchi, un affare per pochi. Usciti dal centro e superate le mura non sembra infatti essere piaciuta a molti commercianti la kermesse natalizia appena andata in soffitta.
Anzi, più che aria di festa, a pochi passi dalle strade dello shopping si è respirata aria di disfatta. A denunciare questa realtà, grazie ai dati emersi da un sondaggio, è Confesercenti Como.

«Lo studio effettuato – spiega il presidente di Confesercenti Claudio Casartelli illustrando i risultati raccolti dopo aver intervistato un campione rappresentativo di negozianti del centro e di via Milano – evidenzia come a trarne beneficio siano solo gli esercenti del centro mentre le altre attività al di fuori della manifestazione vanno in sofferenza, anche perché i clienti abituali sono scoraggiati da traffico e mancanza di parcheggi».

E anche una delle novità studiate per cercare di evitare l’assalto alla città da parte delle auto, ovvero il bus navetta gratuito in partenza dall’autosilo della Valmulini, non è piaciuto. «Il passaggio di questo collegamento in tangenziale invece che in via Milano, come avevamo richiesto – specifica il presidente Casartelli – è un altro elemento che non ha certo favorito le attività. Serve un confronto con gli organizzatori dell’evento e con il comune di Como per ottimizzare la manifestazione in modo che tutti i soggetti economici possano essere coinvolti e possano trarne beneficio: apriamo un tavolo di confronto per il prossimo anno in modo da includere settori più ampi della città».

Questa dunque la proposta messa sul tavolo per l’edizione 2019-2020. Una richiesta avanzata con dei numeri a corredo. Ed ecco alcune cifre significative: la Città dei Balocchi è stata bocciata dagli esercenti di via Milano (che per il 53% lamentano un decremento delle vendite), mentre viene promosso dall’82% dei negozianti del centro. Anche se, proprio durante le giornate di massimo caos viabilistico, con la città murata letteralmente invasa, Marco Cassina di Federmoda Confcommercio aveva sottolineato come all’accensione delle luci in centro, vero richiamo per migliaia di turisti, gli esercenti più “tradizionali” potevano tirare giù le serrande. «Potremmo infatti tranquillamente chiudere i negozi intorno alle 17. Da quel momento in poi nessuno si interessa più alle vetrine e men che meno pensa di entrare a fare acquisti», aveva dichiarato Cassina.

«Le attività di via Milano chiedono di essere incluse nella kermesse natalizia il prossimo anno», spiega il presidente Casartelli tornando a discutere dei numeri emersi dalla ricerca. E sempre in via Milano la maggiore criticità riscontrata è quella degli automobilisti in coda dopo le 17, che sono diretti unicamente verso il centro (37%), seguita dalla difficoltà di accesso ai negozi e dal blocco della viabilità (27%) e dalla assenza di luminarie nella via stessa (27%).

E ancora, sempre gli esercenti di via Milano «hanno richiesto a gran forza alla Città dei Balocchi e al Comune di Como di essere inclusi insieme al resto della città il prossimo anno nella manifestazione (40%), mentre un 10% chiede che via Milano non venga mai chiusa al traffico, consentendo ai clienti di raggiungere le attività. Vi è anche un 7% di esercenti che domanda, al contrario, la chiusura di via Milano Alta e l’organizzazione di mercatini per rendere attrattiva la strada», spiega sempre Claudio Casartelli.

Questo dunque quanto emerso dal sondaggio effettuato da Confesercenti il 7 e l’8 gennaio scorsi tra 50 attività dell’area della Città dei Balocchi e tra 30 attività della zona di via Milano, all’esterno della manifestazione natalizia.

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