Città dei Balocchi, bilancio in rosso. Nel rendiconto degli organizzatori nessun dettaglio delle spese

Le casette della Città dei Balocchi

Due pagine in due mesi. Due pagine generiche, vaghe nelle definizioni e nei numeri. Due pagine che fronteggiano a muso duro, in ogni singola riga, il concetto di analiticità. Lo stesso che avrebbe dovuto essere la base di partenza del loro contenuto. La “rendicontazione analitica” (usiamo le virgolette perché la definizione in nulla si attaglia ai fogli di carta in questione) della Città dei Balocchi, depositata in Comune a Como l’ultimo giorno utile previsto dal capitolato di appalto, non può che diventare un caso politico. Gli organizzatori della manifestazione, certo in modo consapevole, hanno infatti deciso di non rispettare sino in fondo le indicazioni del consiglio comunale e le richieste del Comune, producendo alla fine un rendiconto tanto sommario quanto indeterminato. Un documento che adesso il Comune potrebbe giudicare insufficiente, soprattutto alla luce del pronunciamento dell’assemblea cittadina del dicembre 2017.
Sì, perché prima di passare ai numeri bisogna fare un passo indietro. E tornare al 13 dicembre 2017, quando all’unanimità il consiglio comunale approvò una mozione presentata da Alessandro Rapinese in cui si impegnava testualmente la giunta, «in relazione al futuro bando di gara» della Città dei Balocchi, «ad imporre al vincitore della selezione pubblica di rendicontare entrate ed uscite analiticamente (spesa per spesa, fattura per fattura)».
L’esito di quella mozione fu l’articolo 9.6 del capitolato di appalto, accettato dagli organizzatori e in cui si diceva: «Il soggetto aggiudicatario della manifestazione natalizia si obbliga a […] produrre, entro due mesi dal termine della kermesse, un dettagliato ed analitico rendiconto asseverato da dottore commercialista e/o altri soggetti abilitati, necessario all’amministrazione per documentare il valore economico della kermesse nelle sue distinte voci di costo (apparati logistici ed organizzativi) e di proventi (sponsor, attività commerciali, ecc…)».
Sin qui tutto chiaro. O forse no. Dato che il bilancio finale della manifestazione, girato via mail al Comune mercoledì scorso, è in realtà uno striminzito elenco di 17 voci di spesa e di 6 voci di entrata.
Difficile parlare di un documento «analitico» e «dettagliato». Anche volendo. Le voci di spesa sono infatti del tutto indeterminate: «Consulenti e personale tecnico» (69mila euro): ma quanti consulenti? e per che cosa? Organizzazione e segreteria (94mila euro): si tratta degli stipendi del personale?
Se si passa alle due voci più imponenti si comprende bene come questo genere di resoconto non possa essere in alcun modo giustificato. «Allestimento della manifestazione» e «allestimento del mercatino» sono costati rispettivamente 279mila euro e 389mila euro. Ma come questi soldi siano stati spesi è impossibile da decifrare. Si può presumere che la prima voce – manifestazione – sia relativa alla pista sul ghiaccio e alle proiezioni di luci. Si tratta di molti soldi e sarebbe interessante conoscerne il dettaglio. Da una breve ricognizione fatta ieri sui noleggi delle piste da ghiaccio è emerso per esempio che un impianto 20×40 metri, nei 50 giorni a cavallo del Natale, si può avere per cifre che oscillano dai 35mila ai 42mila euro. I proiettori di luci natalizie di ultima generazione – quelli usati in piazza Duomo a Milano, per intenderci – costano invece tra i 2.500 e i 3.200 euro ciascuno. È difficile immaginare che il noleggio sia più caro dell’acquisto. Come si è arrivati a 279mila euro?
Ma la cosa più incredibile è che, almeno stando al bilancio stilato dagli organizzatori, la Città dei Balocchi si è chiusa con un disavanzo di poco inferiore ai 6mila euro.
Davvero chi si è assunto l’onere di mettere in piedi questa gigantesca fiera natalizia dev’essere un benefattore, perché ha speso 1,112 milioni di euro per incassarne 1,106.
Certo, nell’elenco delle uscite c’è anche la voce «altre» (14.550 euro) che nessuno (forse) saprà mai a che cosa si riferisca, e la voce «solidarietà costo casette» (11.300 euro) che sarebbe interessante chiarire.
Tutto questo «asseverato» da un commercialista di Milano. Il quale sicuramente avrà svolto il suo compito nel migliore dei modi.
Resta un obiettivo non raggiunto, invece, l’analiticità del bilancio. Quella che il consiglio comunale e il capitolato di appalto chiedevano. Giusto o sbagliato che fosse.

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