Città dei Balocchi, oggi attese le risposte. Sul tavolo le nostre dieci domande

Installazione Città dei Balocchi nei pressi del Duomo

Una certezza e una speranza. La prima riguarda i numeri dell’ultima edizione della Città dei Balocchi che verranno illustrati questa mattina. La speranza – per il bene della manifestazione e soprattutto per capire se la kermesse organizzata ogni anno sia per la città un valore aggiunto – è invece quella di avere risposta alla dieci domande che il Corriere di Como ha rivolto agli organizzatori e al Comune. Dieci semplici quesiti necessari a fugare possibili ombre dietro lo splendore delle luci di Natale che per 40 giorni accendono la città, attirando migliaia di visitatori.
Utile dunque riproporre l’elenco delle domande rivolte a chi gestisce l’evento e al Comune. Innanzitutto è fondamentale sapere quando verrà presentato il rendiconto analitico e dettagliato della manifestazione, come promesso dagli organizzatori e preteso da Palazzo Cernezzi. Un deciso cambio di rotta rispetto al passato quando alle relazioni conclusive veniva allegato un singolo foglio con dei numeri generici. Seconda domanda: da chi sarà certificato questo rendiconto? Proseguendo con la richiesta di sapere quanto hanno pagato gli affittuari per utilizzare ogni singola casetta. Punto controverso che ha spinto anche il consigliere Alessandro Rapinese a presentare un’interrogazione. Punto quarto: con quale criterio sono stati selezionati gli affittuari delle casette e le merceologie da mettere in vendita. Passaggio cruciale anche quello evidenziato dalla quinta richiesta presentata dal Corriere di Como: sulla scorta della segnalazione del Pd in consiglio comunale, da chi sono stati condotti tutti i necessari accertamenti preventivi per evitare possibili episodi di lavoro nero all’interno delle casette? Argomento sul quale si è già mosso l’assessore al Commercio Marco Butti. E infine, in rapida successione, ecco le ultime domande: in che misura gli organizzatori hanno partecipato alle spese non preventivate sostenute dalla città per la manifestazione? A quanto ammonta il controvalore della tassa sul suolo pubblico a cui il Comune ha rinunciato?
E poi la quantificazione del costo finale sostenuto dal Comune per le misure straordinarie di sicurezza e per quella legate alla viabilità. E in conclusione: sulla base delle risultanze del rendiconto degli organizzatori e delle spese realmente sostenute, il Comune di Como è intenzionato a rivedere i termini del contratto stipulato lo scorso anno? Forse già oggi le risposte.

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