Coach Cesare Pancotto: «La salute è la priorità: stop giustissimo. Sarei onorato di poter rimanere a Cantù»

Cesare Pancotto

«Lo stop al campionato? Una scelta dovuta. Si è tenuto conto del fatto che in questo momento la priorità è la salute delle persone. La Federazione è intervenuta con un tempismo perfetto». Parole di coach Cessare Pancotto, allenatore della Pallacanestro Cantù, all’indomani della conclusione della stagione di serie A1 di basket tricolore. Una scelta decisa del presidente federale Gianni Petrucci. Il campionato è così terminato con la S.Bernardo-Cinelandia che ha chiuso la sua corsa al decimo posto in classifica, in coabitazione con Reggio Emilia e Varese.
«Fatto salvo che su ogni cosa prevale l’emergenza per il Coronavirus – aggiunge l’allenatore – mi spiace per la società e per tutti gli sponsor, per l’impegno che hanno sempre messo e per il lavoro che hanno svolto per riposizionare Cantù al posto che le compete, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Penso poi al pubblico, ai tifosi, all’amore, alla passione alla voglia di condividere che ogni sostenitore ha sempre avuto».
Il coach ha anche un pensiero per il suo staff: «Persone che hanno lavorato con grandi capacità e un forte attaccamento».
«Purtroppo in questa fase non ci sono certezze – dice ancora il coach della compagine brianzola – sotto il profilo della salute e della continuità del campionato. Non si sapeva nemmeno se, in caso, le partite sarebbero state disputate a porte aperte o chiuse. Andava fatto un passo importante, quello di fermare tutto, e mi sento di condividerlo».
La stagione è dunque finita. Da un punto di vista sportivo è tempo di tracciare un bilancio. Una stagione, che come spesso è capitato negli ultimi anni, alla vigilia vedeva una Cantù poco considerata dagli addetti ai lavori. Ma ancora una volta i più pessimisti, che pronosticavano una retrocessione, sono stati smentiti. Prima dello stop, infatti i brianzoli erano come detto al decimo posto. «A me piace pensare al cammino che è stato fatto – spiega Pancotto – caratterizzato da lavoro, vittorie, ingegno e dalla voglia di affrontare ogni sfida. Lo sport di squadra è prima di tutto condivisione. Insieme stavamo creando qualcosa, a livello di squadra, con il rispetto ottenuto sul campo, ma anche a livello di club. Cito, ad esempio, i passi importanti fatti per la costruzione del nuovo palazzetto dello sport».
«Ma anche se il campionato è finito in anticipo per questa emergenza – tiene a sottolineare Pancotto – la cosa più positiva è che è stato gettato un seme. In futuro basterà annaffiarlo per vedere crescere una pianta solida».
In molti hanno identificato come momento più bello la vittoria del 5 gennaio al Forum di Assago contro l’Olimpia Milano. Al proposito Pancotto spiega: «Più che al successo, rifletto sul significato che ha avuto. Quella partita ci ha dato una consapevolezza rispetto ad un percorso importante che avevamo fatto tutti assieme. La felicità e la commozione negli occhi di tutti hanno significato un salto di qualità notevole. È stato un momento di grande simbiosi, con il pubblico che ha idealmente vestito la maglia della squadra e i giocatori che hanno indossato quella dei tifosi, dell’orgoglio canturino e dei suoi valori».
In conclusione la domanda è scontata. Fatto salvo che la priorità è superare questa fase di emergenza, cosa farà Cesare Pancotto il prossimo anno? «L’auspicio è che si torni a parlare di sport giocato perché vorrà dire che sarà stata superata la fase di emergenza e che tutto sarà ripartito. Personalmente sarei onorato di poter essere ancora sulla panchina della Pallacanestro Cantù. E a tutti voglio lasciare il messaggio con un hastag: #sevuoiuscirerestaincasa. Mi raccomando. Ora è la cosa più importante».

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