Coach Pashutin striglia i suoi giocatori: «Voglio una squadra concentrata per 40 minuti»
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Coach Pashutin striglia i suoi giocatori: «Voglio una squadra concentrata per 40 minuti»

Coach Evgeny Pashutin striglia la sua squadra. Il tecnico della Pallacanestro Cantù non ha digerito lo stop di domenica scorsa a Bologna (91-80 per la Virtus). L’allenatore russo si sofferma sull’atteggiamento dei suoi giocatori.
«Abbiamo avuto troppi “sali e scendi” – spiega Pashutin – Non possiamo giocare bene per sette minuti e poi male per altri sette-otto. Dobbiamo essere più continui. Abbiamo concesso 90 punti agli avversari, troppi».
«A Bologna abbiamo segnato di più rispetto a quanto fatto a Brindisi – aggiunge – ma almeno in quella situazione siamo riusciti a tenere gli avversari a quota 76. I motivi della nostra sconfitta in Emilia credo siano legati principalmente alla battaglia a rimbalzo, persa di poco ma comunque persa».
Il coach entra nei particolari: «Difensivamente non siamo riusciti a tenere Kravic e Aradori, spesso i primi ad andare a rimbalzo sui tiri sbagliati dalla Virtus. Così facendo abbiamo concesso agli avversari tanti secondi tiri, tanti secondi possessi».
Poi il tecnico suona la carica. «Per la prossima partita non chiedo un basket perfetto o delle performance incredibili, l’importante è che la squadra resti concentrata sulla gara per tutti i quaranta minuti. Dobbiamo tornare ad avere una mentalità forte, di squadra, perché non basta vincere tre partite di fila se poi abbiamo dei cali come successo a Brindisi e Bologna. Adesso guardiamo avanti e pensiamo soltanto a lavorare duramente e al prossimo incontro contro Pesaro».
Eppure la sfida di Bologna contro la squadra dell’ex Stefano Sacripanti era stata preparata in ogni particolare. «Abbiamo lavorato duramente per tutta la scorsa settimana, al fine di prepararci al meglio per un impegno così arduo come quello con la Virtus , in un campo difficile, contro una grande squadra» specifica Pashutin.
«Rispetto alla partita di Brindisi abbiamo sicuramente fatto meglio, riuscendo a correggere gli errori commessi nel turno precedente. Per questo motivo siamo partiti molto bene, approcciando la gara nel modo giusto. Siamo andati sopra di dieci punti nel giro di pochissimi minuti, tenendo un bel ritmo». Poi, però, Cantù non ha avuto continuità. «Non siamo riusciti a tenere lo stesso ritmo nel corso del secondo quarto, quando abbiamo cominciato a commettere qualche errore di troppo che ci ha portato a subire un canestro dietro l’altro».
«Bologna ha incominciato a crederci e noi abbiamo iniziato a perdere il controllo, non giocando da squadra, specialmente in difesa – aggiunge il tecnico – Nel terzo quarto abbiamo cercato di tornare ad esprimere il nostro stile, condividendo il pallone molto bene. Poi, però, siamo tornati nuovamente a giocare come non dovrebbe fare una vera squadra, affidandoci troppe volte ad azioni puramente individuali. Nel frattempo la Virtus ha aumentato l’energia, giocando con passione».
E a Cantù l’aggancio non è riuscito: «Bologna è riuscita a stare sopra di dieci punti per diversi minuti, dimezzando le nostre chances di rimonta – conclude il coach – Abbiamo cercato poi di stare vicini nel risultato, cercando di accorciare le distanze il più possibile. In più situazioni siamo andati sotto di cinque ma, ogni volta, la Virtus riusciva ad allungare. Era un continuo provare a recuperarli ma non c’è stato nulla da fare».

13 Novembre 2018

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Massimo Moscardi

mmoscardi mmoscardi@corrierecomo.it


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