Colazioni comasche tra le meno care in Lombardia

altI consumi in riva al Lario
A Lecco e a Varese si paga di più. Spesa per il pranzo in calo a causa della crisi

La colazione al bar, rigorosamente all’italiana, con cappuccio (o caffè) e brioche, resiste alla crisi e, anzi, sta diventando un’abitudine sempre più diffusa. Una notizia che, per i comaschi, si associa a una bella sorpresa: i prezzi medi nel capoluogo lariano sono tra i più bassi della Lombardia. All’insegna del risparmio anche la pausa panino.
A svelare le abitudini degli italiani, a colazione e a pranzo, è una ricerca presentata ieri dalla Fipe – la Federazione Italiana Pubblici

Esercizi, aderente a Confcommercio – in occasione di Host 2013, la fiera internazionale dell’ospitalità in programma fino al 22 ottobre a Milano.
«Nonostante la crisi – è il messaggio chiave – gli italiani hanno voglia di uscire e di mangiare fuori casa». Si comincia con la colazione, che un numero sempre maggiore di persone sceglie di fare al bar. E se il menù preferito è pressoché identico in tutta la Penisola, non altrettanto si può dire dei prezzi, che variano anche in maniera significativa da una città all’altra.
Lo studio della Fipe evidenzia un prezzo medio del caffè consumato al bar di 0,94 euro, cifra che sale a 1,26 per chi preferisce il cappuccino. Como, a fronte di un dato leggermente superiore alla media nazionale, si rivela però una delle città meno care della Lombardia. Nel dettaglio, nel capoluogo lariano un caffè al bar costa in media 97 centesimi, prezzo identico a quello di Milano e Brescia ma inferiore a realtà come Bergamo, Lecco e Varese. Qualche curiosità, scendendo da Nord a Sud lungo lo Stivale: si va da 1,04 a Bolzano fino a 88 centesimi a Palermo, passando dall’euro tondo tondo di Firenze.
Conveniente, a Como, anche il cappuccino. Il prezzo medio si attesta a quota 1,28, un centesimo più di Milano ma dieci in meno rispetto a Lecco e inferiore anche a Bergamo e Varese. Allargando lo sguardo oltre la Lombardia, il prezzo medio a Bolzano è di 1,56 euro, cifra che scende a 1,03 a Roma per passare a 1,23 a Napoli e 1,46 a Palermo.
«Il bar rimane il luogo preferito dagli italiani per fare colazione – si legge nel dossier – con un totale annuo di circa 1,5 miliardi di consumazioni».
La crisi si fa maggiormente sentire invece parlando di pausa pranzo.
«È il capitolo che registra la maggiore flessione», confermano gli esperti della Fipe. In Lombardia, circa una persona su tre mangia fuori casa e tra questi prevalgono le persone che consumano il pasto nella mensa aziendale o comunque sul posto di lavoro. Minore la quota che sceglie bar e ristoranti. Lo scontrino medio del pranzo fuori casa, secondo il rapporto presentato ieri, è di circa 7,40 euro, anche se le variazioni da una città all’altra sono notevoli.
Passando ai prezzi, lo studio della Fipe si concentra sul classicissimo panino imbottito. Anche in questo caso, i costi a Como sono decisamente convenienti. Il prezzo medio rilevato è di 2,89 euro, contro i 4,11 euro di Lecco, la città lombarda più cara. A Milano, la pausa panino costa 3,64, cifra che sale a 3,74 a Varese e a 3,89 a Bergamo. Il panino meno caro, per la cronaca, è a Terni e costa 1,34 euro.

Anna Campaniello

Nella foto:
Nonostante la crisi, sono numerosi i lariani che fanno colazione al bar con cappuccino, caffè e brioche. È un’abitudine sempre più diffusa

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