Coltellata all’addome per un debito di 10 euro. Il cognato del ferito condannato a 3 anni

altIl fatto ad Albavilla in maggio. L’accusa passa da tentato omicidio a lesioni
Tre anni di condanna con il rito abbreviato (e lo sconto di un terzo della pena), con l’accusa di aver colpito il cognato all’addome al termine di una lite per una questione economica. Pochi spiccioli, per la verità, pare intorno alla decina di euro, che tuttavia hanno finito con l’innestarsi su questioni pregresse che avevano creato tensioni interne alla famiglia. Attriti che sono poi esplosi nel pomeriggio del 19 maggio scorso in un cortile di via Matteotti ad Albavilla. Quel giorno, il cognato

e l’imputato (il primo di 30 anni, il secondo di 40) si trovarono per parlare anche (e non solo) di quel piccolo debito, ma il tutto degenerò in poco tempo.
Così, il 40enne prese un coltello – della lunghezza di 15 centimetri – e sferrò un colpo dal basso all’alto colpendo il rivale all’addome.
Il ferito fu trasportato in ospedale con la prognosi di 10 giorni per «la ferita addominale penetrante da arma bianca».
I carabinieri della stazione di Erba intervennero in poco tempo e arrestarono il cognato del ferito.
La segnalazione fu girata in Procura a Como dove venne aperto un fascicolo a carico dell’aggressore, con le accuse di tentato omicidio (in quanto il fendente fu valutato diretto verso organi vitali) e di aver portato l’arma in un luogo pubblico.
La questione è così approdata in queste ore in tribunale a Como, di fronte al giudice dell’udienza preliminare Luciano Storaci.
La difesa ha chiesto il rito abbreviato e il reato è poi stato derubricato in lesioni.
Alla fine la decisione è stata per una condanna a tre anni di pena.
In aula si è costituito parte civile il ferito (rappresentato dall’avvocato Marco Favara) che tuttavia non ha presentato alcuna richiesta di risarcimento del danno, limitandosi a condividere la tesi dell’accusa e la richiesta di condanna penale.
L’imputato non aveva mai negato il diverbio, ritenendo tuttavia di essere lui il primo ad essere stato aggredito e, solo per questo motivo, di aver usato il coltello per difendersi. Il fatto andò in scena nel cortile della casa della famiglia in via Matteotti ad Albavilla.
L’uomo fu fermato poco dopo il fatto dai carabinieri di Erba, quando ancora era in un evidente stato confusionale.

M.Pv.

Nella foto:
I carabinieri della stazione di Erba impegnati nelle ricerche dell’arma, un coltello con una lama di almeno 15 centimetri

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