Commercianti ed estetiste, la rabbia di chi deve chiudere

Bergamo

Rabbia, frustrazione, ma anche corsa contro il tempo per avvisare i tanti imprenditori. Sono questi i sentimenti più comuni tra le categorie che vengono toccate direttamente e in modo sostanziale dagli ultimi provvedimenti del governo, con la Lombardia da domani “Zona rossa”, come ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri sera.

«È una situazione devastante – attacca il presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli – Da questa mattina (ieri, ndr) sta girando ovunque una cartina con la Lombardia e altre regioni in rosso, tutti hanno pensato fosse parte del Dpcm. Anche alcuni sindaci».



Nel tardo pomeriggio si scopre che tutto è slittato a venerdì. Casartelli e tanti referenti delle associazioni di categoria si sono messi in moto per avvisare gli associati. Tra questi, centinaia di ambulanti che pensavano che i mercati di Como, di Erba e Lurate Caccivio previsti oggi fossero già stati annullati.

«Tanti baristi, commercianti, ristoratori, avevano dato disposizione di non venire ai dipendenti – spiega Casartelli – C’è chi aveva preparato i negozi per la chiusura. Chi comunica queste decisioni deve smetterla di giocare sulla pelle delle persone. Non è un gioco. Sono quattro ore che cerchiamo di raggiungere anche di persona gli associati».
Sulla stessa lunghezza d’onda, Marco Cassina, presidente di Federmoda Como di Confcommercio.
«È tutto il giorno che rispondo a clienti, anche dalla Svizzera, che mi chiedono se domani (oggi ndr) saremo aperti. Purtroppo per la nostra categoria si deve fare una considerazione amara. Siamo stati considerati dei “fantasmi”. Non abbiamo avuto nessun aiuto. Si è pensato che alla fine del lockdown tutto sarebbe tornato come prima. Questa estate un po’ si è lavorato, ma con i bar chiusi alle 18, gli uffici chiusi, nessuno entra nei negozi».
«Ecco, noi non siamo fantasmi. Siamo aziende con dipendenti. Se la chiusura di due, tre settimane può servire a salvare lo shopping di Natale, la affronteremo. Ma la comunicazione del governo lascia sbalorditi» conclude.
«Non so cosa dire, siamo disgustati da questa vicenda – commenta Nadia Galli, presidente delle estetiste della Cna – Qualcuno mi dovrebbe spiegare il motivo per cui i parrucchieri rientrano nel servizio alle persone e le estetiste no».
Secondo il Dpcm, infatti, i centri estetici delle “Zone rosse” chiudono da domani. «È tutto il giorno che sono al telefono con le mie colleghe. Noi per lavorare dobbiamo seguire prescrizioni rigide. Avere dispositivi che non sono presenti neppure negli studi medici o dai dentisti. Teniamo i registri di tutte le clienti. E ci chiudono? Ma questo è assurdo. Succederà come nel lockdown. La chiusura favorirà l’abusivismo e non solo».
Nadia Galli evidenzia che si potrebbe verificare anche un altro fenomeno. «Ci sono estetiste che sono già state contattate per andare a casa delle clienti – dice – nulla di più pericoloso. Spero che nessuno ceda, ma il pericolo è reale. E spero che Fontana ci preservi dalla “Zona rossa”. Cerchiamo di essere forti, ma il magone sale».
«Ho finito le parole – taglia corto Giorgio Priamo, titolare del Bar Tabacchi la Nuova Vignascia di Como – Stare aperti fino alle 18 voleva dire tenere in piedi l’attività. La politica non ha rispetto di chi lavora e segue le regole. Ha affollato bus e metropolitane. Facile dare la colpa ai bar» conclude.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.