Commercio, bene in Alto Lago male in Centro Lago

Lago di Como dall'alto

La nuova ordinanza in vigore da oggi è piombata in questa seconda metà d’estate creando immediatamente nuovi malumori e rinnovando vecchie polemiche.
Il contrasto al diffondersi del Coronavirus che sembra continuare a riemergere con costanza sia in Italia che all’estero, ha spinto dunque a prendere decisioni che sono ovviamente state considerate impopolari. Innanzitutto da quanti operano e lavorano nel mondo delle discoteche e dei locali affini ai quali è stata imposta la chiusura. In difficoltà anche gli esercenti dei bar o di quei luoghi che esercitano, soprattutto nelle serate d’estate, un’inevitabile richiamo per i giovani e non solo, imponendo l’obbligo della mascherina dalle 18 alle 6 del mattino.

Ma la convivenza sempre più complessa con il virus, in attesa del vaccino, comporta decisioni non sempre condivise. «Purtroppo la situazione è molto delicata. Comprendo quanti non possono esercitare le proprie attività e allo stesso modo non posso non sottolineare l’importanza di mantenere sempre alto il livello di controllo, intervenendo necessariamente in quelle situazioni che vengono considerate le più a rischio», dice il presidente di Confcommercio Como, l’avvocato Giovanni Ciceri che analizza l’andamento di una stagione decisamente insolita e segnata irrimediabilmente dal Covid-19.
«In Alto Lago la situazione è abbastanza positiva. Stiamo infatti assistendo a una promettente ripresa del commercio. In Valle Intelvi, inoltre, le seconde case sono piene e quindi anche gli affari sono in ripartenza. Negativa invece la situazione in centro lago per la totale assenza dei turisti stranieri», aggiunge sempre il presidente Ciceri.

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