Como, altri 24 morti per il Covid. La Svizzera: «Numeri tuttora molto preoccupanti»

Il tasso positività cala quasi del 2%

L’area metropolitana e la zona a Nord di Milano si confermano come le più colpite dalla seconda ondata del Covid in Lombardia. Nelle ultime 24 ore, con l’eccezione del capoluogo di regione, la provincia di Como è stata quella che ha fatto segnare il maggior numero di nuovi positivi: 457. Purtroppo, è stato elevato anche il dato dei decessi, 24. In totale, dall’inizio della pandemia sul Lario sono state contagiate 29.321 persone, mentre i morti sono stati 1.191.
La città, con i suoi 3.833 positivi, rimane il comune con il maggior numero di contagi, seguita da Cantù (2.307) e da Mariano Comense (1.383).
A livello regionale, prosegue fortunatamente la discesa dei ricoverati sia nei reparti (-197 nelle ultime 24 ore) sia nelle terapie intensive (-19). Segno, questo, che la pressione della malattia sulle strutture ospedaliere si fa meno pesante. In realtà, il tasso di positività rimane alto: a fronte di 36.271 tamponi effettuati, i nuovi positivi comunicati ieri dalla Regione sono stati 3.751, ovvero il 10,3% del totale.
Da marzo a oggi, comunque, in Lombardia hanno già attraversato con esito positivo il Covid ben 278.058 persone. Mentre 22.626 non ce l’hanno fatta (e nelle ultime 24 ore, le vittime del Coronavirus in regione sono state 347).

La situazione in Svizzera
Oltrefrontiera, in Canton Ticino, tra mercoledì e giovedì sono state 270 le persone risultate positive al virus, per un totale di 16.492 dall’inizio della pandemia. Otto anche i nuovi decessi, che portano il bilancio delle vittime a 568.
In tutta la Confederazione, nelle ultime 24 ore, si sono invece registrati 4.455 nuovi casi di Coronavirus e 80 morti, assieme a 194 ricoveri. Il tasso di positività è sceso al 15,93% ma questi numeri non sono giudicati in modo del tutto positivo dalle autorità.
Secondo il ministro dell’Interno e della Salute, Alain Berset, la situazione svizzera rimane infatti «molto preoccupante». Le infezioni, diminuite nel mese di novembre, sono infatti in aumento, in particolare nella Svizzera tedesca e ogni giorno il numero di nuove infezioni si aggira attorno ai 5mila casi, quando l’obiettivo era di scendere a 1.000 infezioni al giorno. «Se continuiamo così non ce la faremo», ha detto Alain Berset, spiegando che «ulteriori misure potrebbero essere inevitabili».

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