Como anni Trenta

altAllestita a Caglio
In continuità con la visitazione dell’opera di Antonio Sant’Elia proposta con significativi apprezzamenti lo scorso anno, l’appuntamento con la mostra estiva nel piccolo centro di Caglio si caratterizza quest’anno per la rievocazione di una stagione straordinaria della storia dell’arte e dell’architettura a Como: l’“officina comasca delle arti” che, proprio in riva al Lario, segnò profondamente gli Anni Trenta con la ricerca di “una stretta affinità tra la pittura astratta e l’architettura razionalista”, affiancando alla componente ideale l’empirismo pratico. 

La mostra, intitolata “Como Anni Trenta, artisti e architetti. Opere e progetti di una ricerca solidale”, e allestita nella sala civica di Caglio fino al 3 settembre, rappresenta con una serie significativa di lavori l’attività di Mario Radice, Carla Badiali, Manlio Rho, Giuseppe Terragni, Cesare Cattaneo e Pietro Lingeri.

In apertura, sono presentati due studi di Giuseppe Terragni della Casa del Fascio, con i magistrali equilibri di luci e ombre, pieni e vuoti degli elementi quadrangolari.
Sembra ricercare analoghi equilibri nella disposizione modulare degli elementi compositivi, circoscritti da ipotetici volumi, la Composizione n° 19 di Mario Radice, olio su tela del 1937, in cui sulle campiture di fondo rosa, beige, grigie spiccano riquadri verticali di un rosso vivo.
Oltre ad altre composizioni ad acquerello di Radice, richiama il progetto di Terragni una suggestiva Composizione di Manlio Rho del 1937, i cui essenziali riquadri assumono tridimensionalità architettoniche grazie ai sapienti graduati riempimenti a matita.
Manlio Rho e Carla Badiali, nelle Composizioni, a olio o a tempera, degli anni 1935-40, conferiscono alle figurazioni astratte piacevoli e suggestivi esiti emozionali, con il susseguirsi di nitidi percorsi lineari che ritagliano campiture geometriche sfaccettate, dalle attente variazioni cromatiche.
Volumi multiformi e curvature sinuose caratterizzano lo Studio per composizione n. 12 e i Senza titolo di Carla Badiali, accostati significativamente al fotomontaggio del modello dell’Asilo Sant’Elia, creato da Terragni nel 1936-37 e al Progetto di chiesa moderna a pianta circolare di Cesare Cattaneo e Mario Radice.
Tre suggestive composizioni di Manlio Rho, dipinte a partire dagli anni 1939-40, sono accomunate dal vivace colorismo e dagli effetti chiaroscurali sulle architetture dei volumi rientranti e sporgenti.
Tali aspetti raggiungono uno splendido esito nella Composizione ad olio di Aldo Galli posta alla fine del percorso espositivo, che sorprende e cattura lo sguardo con il susseguirsi e l’intrecciarsi dinamico e giocoso di forme e volumi, accesi da colori, luci e ombre.
Accanto alle opere artistiche e ai progetti, viene presentata una collezione di foto dei protagonisti di questa stagione unica della sperimentazione artistica e architettonica a Como e dei principali edifici razionalisti, oltre a documenti originali, libri d’arte, cataloghi, cartoline, che richiamano fra l’altro la figura dell’architetto Alberto Sartoris.
La mostra, organizzata dal Comune di Caglio e dalla Pro Loco, è curata di Nicoletta Colombo e Annamaria Bianconi con la collaborazione di Roberto Dulio ed è visitabile tutti i giorni con orario 10.30-12.30 /16.30-19.30 e con ingresso libero.
Da segnalare, infine, che proprio questo pomeriggio, alle 16.30, presso il Teatro “Giovanni Segantini” di Caglio, si terrà una conferenza sul tema “Como anni Trenta, artisti e architetti”. Relatrice sarà Nicoletta Colombo.

Giuliana Panzeri

Nella foto:
Un lavoro di Aldo Galli

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