Como e Ticino, spesa a confronto: in Italia prezzi tre volte più bassi

spesa

La riapertura delle frontiere, lo scorso 15 giugno, è stata accompagnata oltrefrontiera da una imponente campagna d’informazione tesa a convincere i ticinesi a non fare la spesa in Italia. Gli argomenti utilizzati sono stati i più vari: dalla qualità, che si è voluta presumere migliore nel campo rossocrociato, alle maggiori opportunità politiche, economiche e sociali. Spendere in Ticino – è questo il ragionamento che quasi tutti i commentatori hanno fatto proprio – significa innanzitutto salvaguardare imprese e posti di lavoro domestici.

Una sorta di revanscismo dello scontrino, che potrebbe funzionare a condizione che le differenze di prezzo fossero minime. Cosa, tuttavia, lontana alcuni anni luce dalla realtà. Le grandi catene alimentari svizzere hanno pure lanciato massicce campagne di promozione, largheggiando per una volta negli sconti. Ma lo stesso, purtroppo per loro, hanno fatto i concorrenti italiani. Che non vedevano l’ora di riportare nelle corsie dei loro supermercati la clientela rossocrociata. Rimasta lontana a causa dell’emergenza Covid-19. Ancora sabato, sui portali ticinesi si parlava in vari articoli degli «effetti positivi del Coronavirus» e della «riscoperta dei negozi di paese e del chilometro zero». Non lo mettiamo in dubbio, ma la quantità di targhe rossoblù adocchiate nei parcheggi dei centri commerciali comaschi più vicini alla frontiera sembrerebbe smentire, o quantomeno attenuare molto, gli entusiasmi di chi immagina di poter fare concorrenza puntando sulla simpatia del salumiere e sulla bontà della produzione locale. La verità è un’altra. Sempre la stessa, peraltro.

Se si decide di fare la spesa in Ticino, si spende il doppio (e molto più spesso il triplo) di quanto invece si spenderebbe se la stessa spesa venisse fatta in Italia. D’altronde, se così non fosse, non si spiegherebbe perché i ticinesi garantiscano ogni anno un giro d’affari di circa mezzo miliardo di euro ai supermercati della fascia di frontiera. I dati statistici sono poi confermati da quelli empirici. Basta entrare alla Migros o alla Coop per capire quanto sia elevata la differenza con ciò che si vende all’Iperal o all’Esselunga.
Nella grande infografica pubblicata sotto, si possono leggere con chiarezza i prezzi di 25 generi alimentari di larghissimo consumo in vendita su entrambi i lati della frontiera. Una “spesa” virtuale che abbiamo fatto ieri all’Iperal e alla Coop Ticino.

infografica spesa Italia-Ticino

Affinché la comparazione fosse la più coerente possibile, sono stati scelti i prodotti freschi sfusi e i cosiddetti prodotti a marchio (Primia per Iperal e Coop per Coop Ticino), che sono anche i meno costosi. Nel caso in cui questa comparazione non fosse stata possibile, sono stati scelti prodotti di marca identici tra loro.

Non abbiamo “comprato” nulla di particolare. Nel nostro carrello sono entrati pasta, pane, carne, frutta, verdura nella quantità giusta per una famiglia di 3 o 4 persone. Il risultato finale è chiarissimo. All’Iperal abbiamo speso 59,42 euro, alla Coop Ticino 153,91 franchi svizzeri, l’equivalente (al cambio di ieri) di 144,67 euro. Una differenza di 85,25 euro. Fare una spesa “semplice” costa, in Ticino, due volte e mezzo in più che a Como. Ora, chiunque è in grado di comprende il motivo per cui il pendolarismo degli acquisti non può essere fermato. Dal Ticino non accorrono nei supermercati italiani soltanto le famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. No, vengono tutti. Tutti quelli che possono. Perché in questo modo risparmiano cifre colossali che poi utilizzano in modo diverso: per le vacanze, per l’auto, per l’abbigliamento. E così via.

Il richiamo alla coerenza patriottica nel riempire dispense e frigoriferi appare francamente inutile. E un po’ patetico. Semmai, c’è da chiedersi perché un chilo di fesa di vitello costi in Italia poco meno di 16 euro e in Ticino 75 franchi. O perché un chilo di zucchine costi in Italia 99 centesimi e in Ticino quasi 6 franchi. Per tacere del pollo, del pane fresco o del prosciutto crudo. Servirebbe una risposta. Concreta.

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