Como, Forza Italia non rientra in consiglio. Maggioranza a rischio sul bilancio

Primo consiglio Comunale 2020 nella sala consiglio ristrutturata

Forza Italia non torna in consiglio comunale. Anche ieri sera i banchi azzurri a Palazzo Cernezzi sono rimasti vuoti. La frattura tra il gruppo dei berlusconiani e il resto della maggioranza non si è quindi ricomposta. E potrebbe anzi diventare un vero problema politico se, come sembra, i forzisti decidessero di mettere in discussione il loro sì al preventivo 2020.
Com’è noto, senza l’approvazione del bilancio non c’è governo possibile. Il mancato via libera al documento contabile comporta lo scioglimento del consiglio comunale e il commissariamento dell’ente locale.
Si arriverà a tutto questo? Al momento non è facile fare previsioni. Da quando è uscita dalla maggioranza Forza Italia ha sempre detto e ripetuto di voler garantire un leale sostegno alle scelte indicate nel programma di coalizione, ma ha anche aggiunto che su tutto il resto avrebbe valutato di volta in volta, confrontandosi con le forze politiche in commissione e in consiglio.
Il bilancio fa parte del “resto”? Su questo punto il capogruppo azzurro Enrico Cenetiempo non si esprime. «Forza Italia attende dal sindaco una risposta chiara sul futuro del governo della città – dice Cenetiempo – Durante l’ultima riunione del centrodestra, convocata proprio dal sindaco, sono emersi alcuni punti sui quali tutti sembrano essere d’accordo: la necessità di un rilancio dell’azione di governo; l’individuazione di alcuni temi sui quali impegnarsi sino al termine del mandato amministrativo; l’opportunità di un rientro in giunta di Forza Italia. Aspettiamo decisioni in merito».
Sul rientro nell’esecutivo, gli azzurri ripetono di non avere alcuna pretesa. «Non chiediamo posti. Ma è del tutto ovvio che , se dovesse accadere, sarebbe necessario un riequilibrio interno. Spetta al sindaco decidere».
Il disagio dei forzisti, conclude il capogruppo, «è chiaro, non possiamo nasconderlo. Deriva da una situazione di incertezza che si protrae da troppo tempo. Il nostro non è un atto di sfiducia al sindaco. È un appello, l’ennesimo, a trovare una sintesi che sappia tenere insieme le diverse anime della maggioranza».

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