Como in serie D, lo sciopero dei tifosi «Nessuno sottoscriverà l’abbonamento»
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Como in serie D, lo sciopero dei tifosi «Nessuno sottoscriverà l’abbonamento»

Il sindaco: «Chiederemo alla società il nuovo piano industriale»

«Una bastonata» l’aveva definita l’amministratore delegato della Como 1907 srl. Il no del Collegio di Garanzia dello Sport al ripescaggio del Como è deflagrato già venerdì sera anche tra i tifosi azzurri.

Commenti duri sui social. Insulti diretti al board e in particolare a Ninni Corda, attuale consulente tecnico, ma per molti tifosi, deus ex machina delle vicende societarie. Corda, con il suo carattere “fumino” ha risposto dalla sua bacheca agli attacchi. Scambi sopra le righe pure sulla pagina Facebook ufficiale “Como 1907” con una utente che ha minacciato di rivolgersi a polizia postale e carabinieri per una risposta ricevuta.

Sempre da Facebook parte la clamorosa protesta del tifo organizzato, ovvero “I Pesi Massimi” e “Como Supporters”. Uno “sciopero” degli abbonamenti. Un invito esplicito a non sottoscrivere le tessere per la prossima stagione. Le motivazioni vengono messe nero su bianco dai “Pesi Massimi”, il gruppo più maturo del tifo azzurro, protagonista da un decennio anche di tante iniziative di solidarietà. Un documento di completa sfiducia verso l’attuale dirigenza, l’invito a lasciare Como: «Il credito è finito, prima ve ne andate, più ne saremo felici». Altrettanto duro il comunicato dei “Como Supporters” che sui social identifica la curva lariana: «Mesi di illusioni terminate senza un accenno di scuse o pentimento», scrivono.
Anche il sindaco di Como, Mario Landriscina, ha accettato di commentare la notizia. «Spiace per i tifosi e per la città, visto che il Calcio Como è uno dei suoi patrimoni – ha detto il sindaco – Per quello che ci riguarda, la società ha sempre onorato gli impegni. Ora chiederemo che venga messo sul tavolo il nuovo piano industriale di sviluppo del calcio a livello di prima squadra e di settore giovanile».
Proprio Landriscina, come primo atto del suo mandato aveva assegnato alla Como 1907 la squadra e seguito tutto l’iter per ripartire dai Dilettanti.
«Da primo cittadino e da tifoso sono interessato al futuro del calcio a Como – dice – Non giudico gli ultimi episodi, ma visto che si parla di futuro e di nuovi investitori, chiederò che venga presentata la roadmap anche in Comune. Mi spiace che il socio italoamericano sia vicino a lasciare. Da troppo tempo il mondo del pallone vive di ricordi, ed è ora di pensare al domani».

Nino Balducci, volto e voce storici delle gesta azzurre su Espansione Tv, rivive gli ultimi mesi e si pone delle domande.
«Io ho ancora negli occhi la partita di Carate, ultima di campionato. Bastava la vittoria per la serie C, ma la sensazione era che a nessuno interessasse vincere – dice Balducci – Non venne mai fatto un tiro in porta. Tutto il resto è stato un effetto domino. Un tentativo di rincorrere qualcosa che si poteva ottenere sul campo. Continuo poi a non spiegarmi perché il Como si sia ridotto all’ultimo giorno per cercare le fidejussioni. Le regole erano note da tempo. Ci sono diverse risposte che la società deve dare».

13 agosto 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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