Como, le “mani libere” di Forza Italia irritano la Lega La maggioranza, nei fatti, non ha i numeri

La giunta Landriscina

Il grande freddo. Si potrebbe riassumere così, prendendo a prestito l’idea di Lawrence Kasdan, la situazione in cui si trova la maggioranza che governa il capoluogo lariano. Un grande freddo è calato sul centrodestra a Palazzo Cernezzi. Risultato di una serie di eventi non previsti, a partire dai (troppi) passaggi di gruppo che hanno ridisegnato la mappa consiliare tutta interna alla coalizione in carica da poco meno di un anno e mezzo.
Dopo l’uscita dalla giunta di Forza Italia molti si aspettavano che il sindaco convocasse subito un tavolo del centrodestra per una verifica non formale.
Senza i 5 consiglieri forzisti, infatti, la maggioranza non ha i numeri per governare.
Mario Landriscina ha atteso forse qualche giorno di troppo e giunto al dunque non ha saputo trovare una sintesi.
Lunedì pomeriggio, la riunione con i capigruppo e i responsabili dei partiti e della lista civica si è risolta in un nulla di fatto. Non un momento interlocutorio, piuttosto un passo pericolosamente all’indietro.
I protagonisti diretti hanno evitato di fare dichiarazioni, se non di circostanza. E a distanza di 24 ore, quando è stato possibile avere qualche informazione in più, è apparso chiaro il motivo di questa scelta.
Il sindaco non ha messo sul piatto il problema politico dell’uscita dalla giunta di Forza Italia. Ha chiesto ai rappresentanti del partito di Silvio Berlusconi se si sentissero ancora parte della coalizione e ha cercato rassicurazioni su due provvedimenti: la costituzione dell’azienda speciale per la gestione dei servizi sociali e la mozione di sfiducia dell’assessore Elena Negretti presentata dalla Lista Rapinese. Sul primo punto non dovrebbero esserci particolari problemi, anche Forza Italia è favorevole all’azienda speciale e non farà mancare i suoi voti.
Sul secondo punto le cose sono totalmente diverse. Le mozioni di sfiducia sono votate a scrutinio segreto e la tentazione di fare lo sgambetto a un assessore è spesso irresistibile.
Ma la questione vera resta un’altra: le “mani libere” dei forzisti. Il sindaco ha più volte ripetuto questo concetto, trovandosi di fronte un muro.
Forza Italia ha infatti confermato che voterà soltanto ciò che era nel programma di governo. Tutto il resto dovrà essere discusso prima.
Chi era presente alla riunione descrive un clima di muta tensione tra il vicesindaco, Alessandra Locatelli, rimasta in silenzio praticamente per tutta la durata della discussione, e i due rappresentanti azzurri.
Se verifica politica doveva essere, il risultato è stato sicuramente negativo. Forza Italia ha preferito mantenere il suo ruolo di ago della bilancia e terrà sostanzialmente in ostaggio la maggioranza su ogni provvedimento importante.
Fino a quando questo gioco potrà durare nessuno sa dirlo. La mozione di sfiducia dell’assessore Negretti sarà la prima trappola dalla quale tentare di uscire indenni.

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