Como-Lecco, c’è lo studio per l’elettrificazione

Linea ferroviaria treno Como Lecco, stazione di Brenna Alzate

Elettrificazione della linea Como-Lecco, il progetto va avanti ma servono risorse. O meglio, quello illustrato da Rfi (società del gruppo Ferrovie dello Stato) in un’apposita commissione regionale, è lo studio di prefattibilità che si era, in parte, già visto in passato. Si è quindi ancora molto lontani dall’avvio di un possibile cantiere anche se si è fatto un piccolo passo avanti con l’illustrazione di slide esplicative e la diffusione di informazioni su tempi e costi.

L’opera, se si passerà alla fase dei lavori, costerà circa 80 milioni di euro e non vedrà l’avvio prima dell’inizio del 2023. Queste le notizie non proprio positive. Unico aspetto incoraggiante, a seconda della prospettiva, è che Rfi ha confermato di avere individuato le risorse necessarie da destinare alla progettazione definitiva e dunque il percorso, seppur molto lento e degno più di un convoglio a carbone che di uno elettrico, è partito.

Il collegamento sarà realizzato in due fasi. La prima della lunghezza di 22 chilometri, da Como a Molteno, richiederà lavori di adeguamento di due gallerie e 8 cavalcaferrovia e poi nella seconda tratta – di 14 chilometri – da Molteno a Lecco si dovrà intervenire su 4 gallerie e 3 cavalcaferrovia. I dettagli tecnici non hanno placato le polemiche che da tempo quest’opera scatena. «Ora diventa importante recuperare risorse – dice il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Raffaele Erba – Con la formazione del nuovo Governo centrale, chiamato a gestire le ingenti risorse del Recovery Plan, da quanto emerso oggi in audizione, c’è tempo fino al 2026 per inserire il progetto tra le opere finanziabili. Ora bisogna dimostrare nei fatti l’effettiva volontà di realizzarla e non ripetere nuovamente gli errori commessi nella gestione dei fondi olimpici». Riferimento all’esclusione fatta da parte di Regione Lombardia di quest’opera dall’elenco di quelle finanziate in vista dell’appuntamento olimpico del 2026.


«Ora abbiamo la conferma che la progettazione sta entrando in una nuova fase aprendo la possibilità per l’opera di rientrare tra i progetti candidabili per il Recovery Fund. Siamo davanti a un’opportunità unica per il territorio della provincia di Como e delle province limitrofe, in vista delle Olimpiadi e di un più generale potenziamento della mobilità su ferro», ha detto il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo.
«In realtà, senza smorzare troppo l’entusiasmo – è intervenuto in serata il sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega ai Rapporti con il consiglio regionale, Fabrizio Turba – il progetto presentato da Rete Ferroviaria Italiana ripropone quello di un anno fa. Ciò sta a significare che in tutti questi mesi il precedente Governo ha solamente perso tempo e in Regione gli esponenti delle opposizioni in consiglio hanno cercato di nascondere tali fallimenti incolpando la giunta regionale».

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