«Como-Lecco, l’elettrificazione non è necessaria. Zero benefici per gli utenti della linea ferroviaria»

Linea ferroviaria Como Lecco

Dal 1960 fino all’attualità del Recovery Plan. Ha percorso tanta strada, per ora soltanto a parole, la linea ferroviaria Como-Lecco e la sua elettrificazione.
Era infatti il 4 luglio 1960 quando, sulla prima pagina del Giornale di Lecco, compariva un titolo a caratteri cubitali che recitava: “Ancora problemi ferroviari. Verrà forse elettrificata la linea Lecco-Como”. Da allora nulla è cambiato, fatte salve le infinite discussioni degli ultimi anni, con cui Comitati di pendolari e alcuni politici del territorio chiedono di realizzare l’opera. Ultimo passaggio di rilievo, la presentazione da parte di Rfi (società del gruppo Ferrovie dello Stato) dello studio di prefattibilità dell’opera che, se si passerà alla fase di cantiere, costerà circa 80 milioni di euro e non vedrà l’avvio prima dell’inizio del 2023. E che, nelle intenzioni di parte della politica regionale, potrebbe cercare di intercettare i fondi del Recovery Plan. Ma c’è anche chi non ritiene l’opera importante. «Soldi spesi in progetti di fattibilità, progetti esecutivi o peggio ancora effettiva realizzazione dell’elettrificazione tra Como e Lecco, a mio parere portano zero benefici al servizio passeggeri su tale tratta – spiega in una dettagliata mail un utente – Mancano punti di incrocio in una linea a binario unico e quindi la tratta ha poco margine di potenziamento. L’elettrificazione favorirà solo il traffico merci, fatto questo che porterà a chiudere le stazioni minori per stare nei tempi. Chi vuole il bene del servizio viaggiatori sulla Como-Lecco deve pressare Rfi affinché investa risorse per realizzare sottopassaggi (o sovrappassaggi con passerella pedonale), per il ripristino dei binari di precedenza. L’elettrificazione serve soltanto al traffico merci, che andrà a scapito di quello passeggeri». E sempre l’utente suggerisce la visione di un documentario, trasmesso da Televalassina, in cui da Salvatore Bordonaro, esperto di storia e tecnica dei trasporti ferroviari, ribadisce alcuni concetti sulla non utilità dell’elettrificazione.
«Oggi parlare di elettrificazione mi sembra una boutade – ha detto l’esperto – Ci sono infatti innovazioni tecnologiche molto più vantaggiose che potrebbero risolvere i problemi della linea. Peraltro parlare di elettrificazione in termini generici è segno di disattenzione da parte dei politici. Esistono ad esempio i treni bimodali, ovvero che utilizzano, in base alla situazioni, sia la trazione elettrica (ove ci siano magari solo parti della linea elettrificati), che quella a gasolio. Oppure elettrotreni multi-alimentazione ancora più evoluti (ovvero elettrotreni i cui impianti di bordo e i motori di trazione sono alimentabili da due o più diverse sorgenti di energia elettrica, le quali possono essere esterne al convoglio come la linea aerea di contatto o una terza rotaia o interne come generatori elettrici, batterie, celle a combustibile). Quindi le opportunità ci sono».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.