Como, Lecco, Varese e Lugano sarebbero un polo alternativo a Milano

Como dall'alto

Varese, Como, Lecco e Lugano unite possono competere con Milano. Ne è convinto il sindaco di Varese Davide Galimberti che, intervistato dal Corriere del Ticino, lancia l’ambizioso concetto di “città insubrica”. «Stiamo cercando di potenziare il concetto di area metropolitana alternativa a Milano – dice Galimberti – uno studio è stato presentato al presidente Sergio Mattarella. Città intermedie come Como, Lecco, Varese e Lugano possono unirsi diventando un polo competitivo. Una proposta che si pone in netta controtendenza rispetto a chi auspica separazioni di città fra loro e di due Paesi divisi da una frontiera».
Progetti a cui lavorare nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Almeno questo è l’auspicio del sindaco Galimberti, concentrandosi su una cultura condivisa più che sugli scambi prettamente economici o sulle divisioni.
Sindaco Galimberti, come si inserisce Como in questa nuova visione di sviluppo del territorio?
«Innanzitutto non bisogna dimenticare che Como e Varese sono unite sotto l’aspetto culturale ed economico dall’Ateneo dell’Insubria, un’istituzione che esiste ormai due decenni e che è importante perché, in funzione dei successi che sta avendo come posizionamento per qualità della formazione a livello internazionale, fa sì che ci sia sviluppo sia sul fronte culturale che economico. Io poi ho posto l’accento sulla competitività delle cosiddette “città intermedie”, come appunto sono Como e Varese, che formano un circuito gravitazionale sull’area di Milano. Come non vedere che creare sinergie economiche, in vista soprattutto delle opportunità che arriveranno dall’Europa grazie ai fondi stanziati per il Recovery Fund, è un’occasione che non possiamo perdere? Farà bene alle nostre città e anche alla Lombardia».
Ma vede possibile un reale dialogo?
«Penso che questa del post Covid sia l’epoca del dialogo, di un linguaggio economico e politico comune, cosa che già facciamo in parte con le multiutility, ma ora il disegno va ampliato in ragione di quello che il governo farà con i fondi dell’Europa. È un treno che non dobbiamo perdere».
Metaforicamente parlando ma anche no, visto che uno degli aspetti che il sindaco Galimberti ha rimarcato sulle pagine del Corriere del Ticino è il potenziamento del collegamento ferroviario che unisce Como, Varese e il Ticino.

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