Como non è una “città intelligente”: peggio di noi in Lombardia solo Lecco

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Innovazione

Como non è una “città intelligente”. O almeno non è tra le prime della classe. Il capoluogo occupa infatti una posizione dignitosa – 27esima su 116 centri analizzati – nella classifica generale delle “smart cities”. Ma, tra le realtà lombarde, è inchiodata al penultimo posto. Dietro si colloca solo Lecco, ferma sul 46esimo gradino. La graduatoria è stata pubblicata sul Sole 24 Ore e misura “l’intelligenza” dei centri urbani basandosi su 153 indicatori, suddivisi in 9 aree tematiche, che spaziano

dall’innovazione alla mobilità, all’efficienza energetica.
La dettagliata analisi si concentra sulla diffusione nei capoluoghi di provincia di servizi tecnologici e digitali in grado di rendere più semplice la vita di tutti i giorni.
Banalmente, dalla possibilità per un cittadino di pagare una prestazione sanitaria on line, senza dover trascorrere ore in coda allo sportello, alla capacità, sul telefonino, di verificare il ritardo di un bus di linea. Tutto ciò tramite il semplice ricorso a uno smartphone o ad un pc.
La ricerca elaborata da Between, società che da 11 anni realizza anche l’osservatorio sulla banda larga, illustra il grado di evoluzione delle realtà metropolitane verificando la presenza di servizi in grado di rendere vivibile un centro abitato. E di essere capace di facilitare la vita degli abitanti. E se Como non brilla, passi da gigante li ha compiuti, ad esempio, Monza che ha scalato la classifica fino a raggiungere il decimo posto della graduatoria generale.
Meglio ancora Brescia, sul settimo gradino. Vince Bologna, seconda Milano e terza Roma. Nelle ultime posizioni invece si collocano rispettivamente Messina, Vibo Valentia e Fermo.
Tornando in riva al lago, va detto come i parametri valutati siano molteplici. Como si posiziona tra le prime 40 realtà in tema di “smart health”, ovvero la sanità elettronica. Traducendo: in riva al lago è possibile, con un certa facilità, prenotare e pagare i ticket via web, scegliere il medico generale per via telematica ed è a buon punto anche la diffusione del fascicolo sanitario elettronico. Como è inoltre sempre nella fascia di classifica media in tema di “smart mobility”, ovvero la possibilità di utilizzare servizi informativi in mobilità e di fare i biglietti per via elettronica. Così come è in via di diffusione la digitalizzazione di orari e percorsi dei mezzi.
La città di Volta non è messa male anche in tema di broadband, ovvero nella diffusione della banda larga fissa e mobile. Peggiora invece la situazione in ambito di “smart education”. Siamo indietro in materia di diffusione di pc e lavagne interattive multimediali nelle scuole.
Così come sono ancora poche le aule collegate a Internet. Male anche quando si parla di “smart government” ovvero della possibilità di disporre on line di servizi come quelli anagrafici (richiesta di certificati e cambio di residenza). Profondo rosso infine – con una posizione compresa tra la 79esima e la 116esima – in ambito di risorse naturali intese come diffusione della raccolta differenziata – che in città dovrebbe partire dal 2014 – e di dispersione dell’acqua. Segno meno anche sul versante delle energie rinnovabili. Scarseggia alle nostre latitudini il ricorso all’energia fotovoltaica ed eolica, così come a quella idroelettrica. Infine un ultimo dato: tra le città di medie dimensioni (da 80mila a 250mila abitanti) diverse si posizionano a ridosso del podio. Ben sei sono tra il quarto e il 12esimo gradino. Si tratta di Reggio Emilia, Brescia, Piacenza, Parma, Monza, Vicenza.
Nessuna traccia di Como.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La città di Como. Il territorio lariano non brilla a livello lombardo nella classifica delle “smart cities” pubblicata dal Sole 24 Ore

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