Como Nuoto, coach Zimonjic traccia la strada per crescere

Predrag Zimonjic

«Dobbiamo crescere progressivamente, lo sapevamo fin dall’inizio – dice coach Predrag Zimonjic – Il prossimo passo? Capire che un recupero difensivo, una palla rubata, l’interruzione di una azione degli avversari possono valere come un gol». Il cantiere Como Nuoto Recoaro prosegue nella sua fase di costruzione. La squadra lariana di serie A2 maschile ha finora disputato due incontri ed è stato sconfitta all’esordio a Brescia e poi a Torino. Nella seconda gara i lariani hanno mostrato miglioramenti pur se superati per 15-11 da una formazione favorita per la promozione.
Nel girone Nord-Est comandano piemontesi, con 6 punti, davanti a Brescia e a Sori (6). Chiudono Como e Plebiscito Padova, che si affronteranno il prossimo 13 febbraio nella città veneta (si gioca ogni 15 giorni).
Coach Zimonjic analizza la situazione della sua giovane squadra: per l’assenza dell’infortunato Ivan Zanetic (36enne), la formazione schierata a Torino aveva 21 anni di media. «I limiti dell’attuale situazione sono noti – spiega – Ci alleniamo dove e quando la società trova spazi nelle piscine della Lombardia per l’indisponibilità di Muggiò e non possiamo organizzare amichevoli, che servirebbero ad avere preziosa esperienza».
«Abbiamo iniziato con due sconfitte – aggiunge il tecnico serbo – ma mi auguro che ci possano servire per una crescita ulteriore. Da un punto di vista offensivo ho visto progressi: a Torino, infatti, hanno segnato sette nostri giocatori, mentre nella squadra avversaria Ettore Novara ne ha realizzato otto gol da solo. Ho apprezzato la nostra coralità».
Ma allo stesso tempo il tecnico chiede di progredire, prima di tutto nella mentalità, quando si difende. «Vorrei vedere volti felici ed esultanza come quando si segna anche quando si ruba una palla. Serve un salto di qualità mentale: nella pallanuoto conta anche stoppare un avversario o fermare una azione pericolosa».
Non soltanto. C’è un ulteriore fattore che si acquisisce con l’esperienza: «Mi riferisco alla gestione dello spazio-tempo – afferma Zimonjic – La squadra è giovane e a volte si fa prendere dalla foga, dalla voglia di fare, Invece nelle partite capita che si debba attendere mezzo secondo in più in un passaggio o in una conclusione. Questi possono essere definiti errori di gioventù, ma è giusto auspicare in una crescita e in un miglioramento della capacità di leggere la partita».

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