Como Nuoto in lutto, addio a Mario Bianchi: è stato atleta, socio, istruttore e riferimento della società

Mario Bianchi Stefano Tete Pozzi

Como Nuoto in lutto per la scomparsa di Mario Bianchi, classe 1929, personaggio simbolo della centenaria società cittadina. Atleta, socio, uomo di riferimento della sede di viale Geno, istruttore di nuoto, negli ultimi anni viceallenatore della squadra di pallanuoto donne a fianco di coach Stefano “Tete” Pozzi. Persona nota in città anche nel commercio, come titolare del “Frutteto Bianchi”, che si trovava in piazza Volta. Non è un caso che la società lo abbia scelto all’epoca per fargli ritirare la Stella d’Oro del Coni.
Suo figlio Gaetano è stato valido pallanuotista e componente della squadra che a metà degli anni ’80 conquistò la serie A; non solo, la nipote Rebecca gioca con le “Rane rosa” ed è nel giro della Nazionale; l’altro nipote, Raffaele Colombo, figlio di Paola, è un arbitro di pallanuoto di livello internazionale.
Mario Bianchi, scomparso il 1° maggio, come ha voluto ricordare il presidente della Como Nuoto Mario Bulgheroni, partecipò anche alla costruzione della sede di viale Geno. e ha conosciuto tutte le persone che di lì sono passate, dai personaggi storici come Luciano Trolli e Antonio Conelli, fino ai protagonisti dei giorni nostri.
«L’azzurro del firmamento ti farà da perenne cornice come l’azzurro dell’acqua della Como Nuoto che tanto hai amato e che tanto ti ha amato», ha scritto il presidente Bulgheroni.
Dire che Bianchi era l’uomo di riferimento della società non è una frase fatta. Era lui, spesso, a indirizzare i giovani nelle varie discipline; allo stesso tempo veniva chiamato quando c’era da risolvere qualche problema. Personaggi sì di ieri, ma che sapevano anche guardare avanti ed essere costruttivi. Non a caso fino a un paio di anni fa era stato secondo allenatore a fianco di coach Pozzi della formazione femminile, la cui costante crescita aveva seguito con entusiasmo. Ma non solo: il suo aiuto è stato fondamentale per la crescita del settore giovanile.
E proprio da “Tete” Pozzi sono arrivate parole commosse, in ricordo di quello che per lui era prima di tutto un amico. «Con il suo secolo di vita era speciale condividere gioie e dolori con lui; i nostri viaggi in macchina erano stupendi. Che bello che era sentire i suoi racconti ed essere rincuorato da lui con le frasi fatte che solo i nonni sanno comunicare con quella disinvoltura».
Tutto mi mancherà di lui – ha aggiunto un commosso Pozzi – Perdo veramente un faro, un amico, un nonno, un confidente, un aiuto e soprattutto una parte bella di me, quella che si sforzava di copiare un uomo gentile, educato, sempre discreto e mai egoista. E non avrò mai nessun dubbio su cosa rispondere alla domanda “chi vorresti essere da grande?”. Vorrei essere come il signor Bianchi».

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