Como patrimonio dell’Unesco. Si può fare

alt

Lanciata ieri la proposta del consigliere Mario Molteni. Si punta tutto sul Razionalismo

Como città patrimonio dell’Unesco? Si può fare. A credere in questa suggestiva ipotesi è il consigliere comunale Mario Molteni (lista civica Per Como) che ieri mattina, all’esterno della Casa del Fascio, ha illustrato l’ambizioso progetto per far ottenere alla città di Volta il prestigioso riconoscimento.
Un passaggio decisivo che servirebbe a dare ancora più visibilità al capoluogo ma anche fondi utili a conservare le bellezze esistenti sul territorio.
La strada non sarà facile

e l’iter richiederà da 6 a 12 mesi. Le premesse, però, sono buone. Per fare in modo che un sito venga iscritto nel patrimonio mondiale dell’Unesco, infatti, è necessario che presenti un eccezionale valore universale e che soddisfi almeno uno dei 10 criteri indicati nelle Linee guida per l’applicazione della Convenzione del patrimonio mondiale.
«Per citare uno solo di questi punti qualificanti, è previsto come requisito che la città costituisca esempio straordinario di una tipologia edilizia e di un insieme architettonico che illustri una o più fasi nella storia umana», ha detto Francesco Boe, l’architetto che ha curato l’aspetto tecnico dell’iniziativa.
E la decisione di organizzare una conferenza stampa all’esterno di Palazzo Terragni ben indica la via da seguire. «Ovviamente il nostro passaporto per entrare nel patrimonio dell’Unesco non può che essere il Razionalismo – dice Mario Molteni – i cui risultati architettonici e di pianificazione urbanistica ben testimoniano il contributo della città di Como al movimento moderno europeo».
Si tratta di opere realizzate sia nella cittadella del Razionalismo, in riva al lago, ma anche nel resto della convalle, «che rappresentano, appunto, le testimonianze del ruolo svolto dalla cultura architettonica comasca, apprezzata in tutto il mondo», aggiunge Molteni.
Ovviamente, i promotori dell’iniziativa sono consci delle difficoltà di un simile piano. E così Mario Molteni, proprio per rendere più efficace l’iniziativa, ha protocollato in queste ore a Palazzo Cernezzi una mozione urgente per chiedere un impegno formale al consiglio comunale e alla giunta Lucini.
«È un passaggio decisivo. Vogliamo l’approvazione dell’aula. Chiediamo al sindaco di farsi promotore e di creare un apposito comitato che, una volta ottenuto il via libera dal consiglio, si dovrà occupare di preparare il dossier a corredo della richiesta, di presentarlo nelle apposite sedi e di seguirlo nell’iter sia a livello nazionale sia internazionale», aggiunge Molteni.
In questo difficile progetto dovrà sicuramente dare un sostegno anche la «Regione Lombardia che ha, per sua natura, il compito di coordinare e farsi carico di sostenere queste candidature. Dovrà dunque essere un gioco di squadra. Inoltre, si potrà anche accedere ai bandi regionali in materia», ha aggiunto Francesco Boe.
«Il Razionalismo operò una rivoluzione e un rinnovamento architettonico per l’uso dei materiali e le soluzioni plastiche adottate nelle costruzioni, concepite per essere funzionali. Nella sua massima espressione in città troviamo numerosi esempi – ha concluso Molteni – Siamo sicuri che sia questo il passaporto per entrare a far parte del patrimonio dell’Unesco».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
A sinistra, il gruppo che ieri ha presentato la proposta per inserire Como tra le città patrimonio dell’Unesco (Fkd). Sotto, il Sacro Monte di Ossuccio, tutelato dal 2003

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.