Como piange il suo “Mondo”
Sport

Como piange il suo “Mondo”

In una sola stagione sul Lario ha lasciato un segno indelebile

Emiliano Mondonico era arrivato al Como da allenatore nella stagione 1986-1987. Erano i bei tempi del periodo più lungo dei lariani nella massima serie.
Un ingaggio che, a dire il vero, era stato salutato non senza perplessità. Perché Mondonico, da avversario, non era stato certamente amato e di fatto la sua carriera era stata soltanto alla Cremonese.
E proprio da tecnico dei grigiorossi al Sinigaglia si prese l’ombrellata di un tifoso durante uno dei sentitissimi derby dell’epoca.

Emiliano Mondonico

Oltretutto al Como arrivava a sostituire Rino Marchesi chiamato dalla Juventus, dopo una splendida salvezza raggiunta in corsa.
Sul Lario Mondonico impiegò però poco a farsi voler bene. E lo fece a suon di risultati. Complice una preparazione atletica “sprint”, il suo Como nelle prime giornate fu costantemente in quella che all’epoca era la zona Uefa, al punto che il match con la Juventus dell’ottava giornata, terminato 0-0, era stato considerato il match di cartello dell’intera serie A. Indimenticabile anche il successo sul campo della Sampdoria alla terza giornata (1-0, rete di Enrico Todesco), o il 3-1 all’Udinese, con tripletta di Salvatore Giunta, che umiliò il suo marcatore, il difensore dell’Italia campione del mondo Fulvio Collovati. Tra le altre vittorie, l’1-2 di Firenze – e la Fiorentina era proprio la squadra del cuore di Emiliano Mondonico – con gol di Stefano Maccoppi e ancora di Enrico Todesco e il 2-1 all’Atalanta con doppietta di Stefano Borgonovo.
Un Como che dopo una bellissima partenza ebbe un calo, dovuto principalmente agli infortuni che colpirono gli attaccanti.
Mondonico si ritrovò con la squadra letteralmente spuntata, al punto che a Torino nel finale del match contro i granata mandò il poderoso stopper Giovanni Guerrini a fare l’attaccante per cercare di agguantare il pari nella gara poi vinta dai granata per 1-0. Soluzioni viste trent’anni fa, ma che quando oggi qualche tecnico innovativo propone, viene spacciato per “fenomeno”.
Con la sua semplicità Mondonico aveva decisamente una marcia in più. Lasciò tra le polemiche, in contrasto con gli allora dirigenti, parlando di “bisce d’acqua dolce”, una frase che ancora oggi in molti ricordano. Ma Como gli è sempre rimasta nel cuore e anche in anni recenti aveva dichiarato che non gli sarebbe dispiaciuto ritornare ad allenare la formazione lariana.
Un legame, quello con Como, che partiva da lontano. L’idolo di Mondonico era infatti Luigi “Gigi” Meroni, il calciatore di San Bartolomeo scomparso tragicamente il 15 ottobre del 1967.
«Gigi Meroni per noi giovani di allora era qualcosa di diverso – aveva detto in una intervista – con il suo modo di vivere la vita in quel periodo in cui avevamo voglia di evasione».
E non è un caso che spesso lo scomparso allenatore sia stato in città per eventi legati al ricordo di Meroni. L’ultima sua apparizione in città è stata, non a caso, il 17 ottobre scorso, all’inaugurazione di una mostra dedicata proprio a Meroni.
E lo stesso Mondonico aveva vissuto con intensità e dolore la vicenda umana di Stefano Borgonovo, suo attaccante titolare quando era mister del Como, cercando di non mancare alle iniziative organizzate in supporto dell’ex giocatore, poi scomparso per la Sla.
Borgonovo era uno dei grandi di una squadra che aveva fatto sognare i tifosi lariani, giungendo a un certo punto al secondo posto in campionato. Oltre allo sfortunato attaccante e ai giocatori già citati, di quella squadra che chiuse al nono posto finale in serie A facevano parte, tra gli altri, Dan Corneliusson, Mario Paradisi, Simone Braglia, Massimo Albiero, Pasquale Bruno, Antonio Tempestilli, Francesco “Mephisto” Casagrande, il capitano Giancarlo Centi, Giovanni Invernizzi, Luca Mattei e un giovanissimo Marco Simone, che proprio Mondonico fece esordire in serie A nel gennaio del 1987 ad Empoli. Il Como 1907 lo ha ricordato sul suo sito: “Un esempio di uomo, oltre che di sport, fuori e dentro dal campo”.
I funerali di Mondonico si terranno sabato mattina alle 10 a Rivolta d’Adda (Cremona), dove il tecnico era nato il 9 marzo di 71 anni fa.
Massimo Moscardi

29 marzo 2018

Info Autore

Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto