Como, riparte (forse) il Tavolo della competitività. La presidenza affidata a Gloria Bianchi

Camera di Commercio

Gloria Bianchi, imprenditrice edile finita qualche tempo fa nel tritacarne della vicenda paratie – dalla quale è poi uscita in appello con una piena assoluzione – sarà la responsabile del “nuovo” Tavolo per la competitività della provincia di Como. Il suo nome è stato individuato nelle settimane scorse dalla giunta della Camera di Commercio e comunicato in forma ufficiale durante l’ultima riunione del consiglio, il 20 dicembre scorso.

Rinasce così, a distanza di parecchi mesi, quel consesso istituzionale giudicato da molti necessario per ridare fiato alle strategie di sviluppo economico-sociali del territorio lariano.

Dopo la riunificazione delle Camere di Commercio di Como e di Lecco, il Tavolo della competitività era infatti saltato. Il problema dell’assenza di una sede nella quale discutere i problemi della provincia riguardava peraltro soltanto il Comasco. A Lecco, infatti, è attivo (e non ha mai smesso di funzionare) il Tavolo per lo sviluppo territoriale, coordinato dalla Provincia. Le continue sollecitazioni di alcune associazioni di categoria – in particolare, quelle raggruppate nella cosiddetta “minoranza” della nuova Camera di Commercio – ha di fatto costretto la giunta di via Parini a prendere una decisione.

Se in un primo momento sembrava possibile la creazione di un unico Tavolo che ragionasse in modo organico su entrambe le province lariane, alla fine la scelta adottata è andata in direzione opposta. Si è deciso cioè di ricostituire il Tavolo della competitività per la provincia di Como affidandone, come detto, la presidenza a Gloria Bianchi, che rappresenta in seno al consiglio camerale la componente degli edili. Bianchi subentrerà ad Annarita Polacchini, che ha guidato il Tavolo comasco durante il mandato in via Parini di Ambrogio Taborelli. Un ritorno al passato, quindi, che non ha accontentato tutti ma che almeno rimette in moto uno dei meccanismi istituzionali che più di altri, almeno in certe occasioni, aveva dato buona prova di sé.

Certo, oltre sei mesi per individuare un nuovo responsabile sono stati molti, e l’incertezza sulla via da intraprendere ha fatto probabilmente perdere tempo prezioso a tutto il tessuto economico lariano. Di questo, così come di altre questioni tuttora sul tappeto, si sono fatti interpreti alcuni consiglieri soprattutto durante i lavori delle commissioni create in modo informale per avviare il lavoro di programmazione della nuova Camera di Commercio. Entro la fine di gennaio dovrebbe essere portata in consiglio camerale la bozza di statuto elaborata dalla commissione presieduta da Gaetana Mariani. Sarà quello, con ogni probabilità, il vero atto di nascita della Camera riunificata.

Con lo statuto si potrà infatti dare forma compiuta all’organizzazione interna dell’ente e iniziare quel lavoro di analisi e di sintesi sinora rimasto sulla carta. Anche le commissioni, che già comunque lavorano alla stesura di un programma di massima, saranno formalizzate e potranno quindi esercitare il loro ruolo in maniera più forte. Potrebbe insomma concludersi presto la lunghissima (e faticosa) transizione che sta portando – non senza qualche affanno di troppo – le due vecchie Camere di Como e di Lecco verso un unico ente, il cui obiettivo resta in ogni caso difficile: armonizzare due territori che per troppo tempo si sono sentiti distanti l’uno dall’altro,quando non addirittura “nemici”.

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