Como, riprende quota il “Federal Building”. Il sindaco Landriscina: «Si farà molto presto»

Caserma Carlo de Cristoforis Como

Riprende decisamente quota il progetto del Federal Building nelle caserme di piazzale Monte Santo, lanciato qualche anno fa dall’Agenzia del Demanio a Como.
La notizia arriva direttamente dal sindaco del capoluogo lariano, Mario Landriscina, che nel settimanale appuntamento televisivo su Espansione Tv, martedì sera, ha fatto chiaramente capire come l’ipotesi di trasferimento alla “De Cristoforis” di molti uffici pubblici sia sempre più vicina.
«L’ex caserma dovrà diventare un centro importante per la città, un’area che verrà riqualificata – ha detto il sindaco – non tutto dipende da noi, ma stiamo marcando stretto chi se ne occupa direttamente. E comunque, alla fine conosciamo quale sarà la strada che verrà intrapresa e che cosa sarà realizzato nel comparto».
Landriscina ha usato una espressione interessante e se vogliamo in qualche modo anche inedita: «Quel quartiere rivivrà». Grazie, appunto, alla rinascita delle caserme, un complesso architettonico unico in città, almeno per le dimensioni.
La «prospettiva» che attende l’area sottostante l’ultimo tratto di Napoleona «un po’ ci preoccupa», ha aggiunto il sindaco. Consapevole di quale possa essere l’impatto di un trasferimento così massiccio di uffici in un unico centro direzionale.
Nel febbraio di tre anni fa era stato annunciata la volontà di portare all’interno della “De Cristoforis” la Prefettura, la Direzione territoriale del Lavoro, l’Archivio di Stato, l’Agenzia delle Entrate, la Commissione tributaria provinciale, la Questura e il Provveditorato agli studi. Il progetto prevedeva (e tutto fa pensare che non sia cambiato molto) di trasferire all’interno della storica caserma comasca le diverse amministrazioni dello Stato attualmente costrette a pagare un affitto. L’obiettivo era (e rimane) infatti di rendere di nuovo funzionale un immobile ormai più che sottoutilizzato e di ridurre la spesa pubblica.
Tre anni fa si era parlato di un investimento di almeno 25 milioni di euro e di un risparmio potenziale per lo Stato di almeno 2 milioni di euro, vale a dire la cifra degli affitti attualmente pagati in parte al fondo creato dallo Stato per la valorizzazione degli immobili pubblici (Fip) e in parte a privati.
Le parole di Landriscina durante la diretta di martedì scorso sono servite quantomeno a capire che il progetto non soltanto non è stato abbandonato, ma che probabilmente sono stati fatti ulteriori passi avanti.
La caserma “De Cristoforis” da mesi non è più inserita tra i beni demaniali da vendere. «Diventerà presto un punto di riferimento importante per la città – ha specificato il sindaco – un luogo nel quale si trasferiranno importanti soggetti istituzionali. Noi stiamo già studiando la viabilità, i posteggi, e anche un possibile collegamento con l’autosilo Valmulini, un tema complesso che merita di essere affrontato nel momento in cui è stato dato un orizzonte temporale preciso alla ristrutturazione degli edifici».
Il Demanio, «che è il proprietario della caserma, riceverà a breve dall’Esercito il fabbricato – ha spiegato sempre Landriscina – e si appresta a realizzare alcune opere. I progetti ci sono già, anche se molto di massima».
Tutto è pronto, comunque, per una delle più importanti trasformazioni della città. Un’operazione dettata più da scelte governative che non da indicazioni comunali.
La città non può ovviamente soltanto “subire” un simile cambiamento. Al di là dei parcheggi e della viabilità, la nascita di un Federal Building comporta una trasfigurazione anche sociale dell’agglomerato urbano, un mutamento destinato a incidere in profondità.

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