Como, sempre più turisti ma sempre meno “offerta”

Como dall'alto

Altissima densità turistica, ovvero sempre più visitatori in riva al lago, ma offerta scarsa quando si parla di tempo libero. Benvenuti a Como. Sembra un incredibile paradosso che la patria di Volta, diventata negli ultimi anni meta ambìta e glamour per turisti in arrivo da ogni parte del mondo, non sappia arricchire la bellezza impareggiabile offerta dal Lario e dalla natura con spettacoli e con le più svariate forme di intrattenimento, vero motore per il turismo. Ma purtroppo è così.
È quello che emerge con chiarezza dall’indice del tempo libero pubblicato ieri dal Sole 24 Ore, che relega Como in 72esima posizione in graduatoria generale, con 371,6 spettacoli ogni 10 chilometri quadrati.
Si tratta della terza delle tappe tematiche che andranno a comporre il rapporto finale della Qualità della vita 2019 del Sole 24 Ore giunta ormai alla sua 30esima edizione. E se anche quest’estate 2019 in riva al lago sarà ricordata per i tanti vip presenti e per le code oceaniche lungo la statale Regina o davanti alle biglietterie di battelli e funicolare, sono molti gli aspetti, magari di contorno ma sicuramente di rilievo, che non funzionano. Almeno analizzando i 12 indicatori utilizzati in questa parte di indagine.
Detto della posizione generale – in Lombardia dietro la provincia di Como si posizionano Pavia (80esima), Varese (93esima), Lecco (102esima) e Lodi (104esima) – un altro elemento conferma come in ogni caso Como sia una meta molto gettonata, anche se ancora per viaggi molto brevi.
La densità turistica infatti, ovvero le presenze per chilometro quadrato, intercetta Como nelle alte sfere – si tratta dell’unico indicatore che piazza il territorio a ridosso della top ten con un diciottesimo gradino – con 5.054 presenze per chilometro quadrato. Quindi una conferma del grande fascino e richiamo esercitato dal Lario ma poi, per contro, sono evidenti le lacune. A partire dalla 76esima posizione per quanto riguarda la permanenza nelle strutture ricettive, con un dato medio pari a 2,5 giorni di permanenza. Come è spiegabile? Volendo circoscrivere l’analisi ai numeri che, seppur nella loro freddezza, sono però in grado di sintetizzare il quadro di una realtà, si potrebbe allora iniziare dicendo che nel Comasco – le fonti utilizzate per la ricerca sono Istat, Siae e Infocamere – ci sono 0,6 eventi (si parla di mostre ed esposizioni) ogni 1.000 abitanti. Un po’ poco forse per una città e un territorio sempre più votati al turismo. Ecco allora che il 53esimo posto in questa particolare graduatorie è significativo. Si scende poi fino al 73sesimo posto se si parla di concerti, con 0,4 spettacoli ogni 1.000 abitanti.
Profondo rosso anche in tema di teatro, con 1,1 spettacoli sempre ogni 1.000 abitati (85esima gradino). Va meglio se si guarda al grande schermo, con 55,5 spettacoli ogni 1.000 abitanti (35esimo posto). Le montagne russe fanno poi ripiombare nelle retrovie Como – con il 97esimo posto su 107 totali – per l’offerta di librerie, con un dato di 4,7 ogni 100mila abitanti (peggio solo Varese in 101esima posizione, Lodi 102esima e Lecco penultima). Ma le noti dolenti non sono ancora finite. Anche perché potrà forse sembrare strano, ma anche l’offerta di bar e ristoranti non è delle migliori, con 561 esercizi ogni 100mila abitanti (81esimo posto). Anche se invece sembrano trovare sempre più gradimento gli agriturismi con 53,2 strutture ogni 1.000 chilometri quadrati e una 44esima posizione per la provincia di Como. Ancora un altro elemento serve per segnalare lo stato di fatto ed è quello che si occupa di vedere quanti euro pro capite vengono spesi per gli spettacoli di varia natura. Como è in 57esima posizione con quasi 23 euro a testa. Cifra decisamente bassa e che può esser appunto legata alla scarsa offerta di cose da fare. Infine un ultimo dato significativo riguarda le attività sportive. In questo settore gli eventi ogni 1.000 abitanti sono 2,7 (44esima posizione). Peggio di Como ci sono solo Varese (45esima) e Sondrio (47esima posizione).
A livello nazionale va infine sottolineato come il podio sia occupato da Venezia, medaglia di bronzo, seguita da Firenze in seconda posizione e in vetta alla graduatoria Rimini.
Per contro nelle retrovie della classifica ecco comparire Agrigento in 105esima posizione, sotto Isernia e a chiudere la statistica si piazza Enna con 16 spettacoli ogni 10 chilometri quadrati. La prima realtà lombarda è invece Milano in quinta posizione, seguita, sempre in regione, da Brescia, già però in 50esima posizione generale.

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