Como si ferma per l’addio a Carla

Autorità e gente comune ai funerali della scrittrice Porta Musa
Piazza Duomo si è cominciata lentamente a riempire poco dopo le 9. La città intera ha infatti voluto salutate per l’ultima volta Carla Porta Musa. E quando, poco prima delle 10, è arrivato il feretro, erano tutti lì ad aspettare la decana delle scrittrici comasche. Un simbolo della città. Una persona colta e raffinata che ha saputo conquistare il cuore dei suoi amati concittadini con la semplicità e il sorriso contagioso.
La figlia Livia, visibilmente commossa, non si è sottratta all’abbraccio delle autorità e della gente comune. Ha parlato, salutato e stretto le mani di quanti volevano ricordare un’ultima volta la sua mamma. Dagli amici più cari, ai semplici conoscenti.
«Ringrazio tutti per questa affettuosissima partecipazione – ha commentato poco prima di entrare in cattedrale, Livia Porta – È una città che lei ha sempre amato ed è stata ricambiata. Ora faremo una piccola raccolta di fondi in suo nome per abbellire le fioriere di Como».
Un desiderio espresso proprio dalla scrittrice venuta a mancare mercoledì scorso all’età di 110 anni. «L’ho conosciuta da ragazzo. Ho scritto di lei e sono profondamente addolorato per questa perdita. È stata una persona che ha saputo dare lustro alla nostra città», ha commentato lo scrittore e musicista lariano Carlo Ferrario. Fuori dalla cattedrale l’ex sindaco Stefano Bruni con la moglie Raffaella e diversi esponenti della passata giunta. In prima fila anche i vertici delle forze dell’ordine e delle istituzioni.
«Era una persona squisita e una cara amica – ha raccontato il prefetto di Como, Michele Tortora – Una donna garbata e piena di attenzione verso il bello e il bene». Carla Porta Musa aveva compiuto 110 anni lo scorso 15 marzo e tra i numerosi messaggi d’auguri, anche quelli del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e di papa Benedetto XVI.
«Salutiamo una grande donna. Una presenza importante per la città, da un punto di vista umano e culturale. Una perdita importante», commenta il sindaco di Como, Mario Lucini.
«È stato un onore poterla conoscere e averla come amica – ha ricordato l’ex assessore alla Cultura, Sergio Gaddi – Era una donna speciale. Oggi non la stiamo salutando perché lei è l’identità stessa di Como e quindi rimarrà per sempre».
«L’ho amata come una nonna», aggiunge anche la moglie dell’ex sindaco, Raffaella Di Paola. Altrettanto toccanti l’omelia e i ricordi durante le esequie.
«Oggi Carla torna a Dio dopo un lungo cammino – ha detto don Guido Calvi – Donna di fede, ha saputo illustrare magnificamente la città di Como. Lascia in eredità i suoi libri e le sue poesie che ben testimoniano il suo fortissimo spirito religioso». Affettuoso anche il ricordo di don Roberto Pandolfi, parroco di San Giuliano. «La conoscevo solo da 3 anni. Un brevissimo tratto della sua splendida esistenza. Spesso andavo a casa sua per confessarla e impartirle la comunione – ricorda – e mi colpivano sempre il suo sorriso e il suo essere una donna profondamente di fede». E per spiegare meglio lo spirito della scrittrice, ricorda un piccolo esempio. «Un giorno l’andai a trovare. Mi faceva male un piede e le raccontai cosa mi era accaduto. Poi per un mese non la vidi più. Quando ritornai a casa sua, dopo averle dato la comunione, mi chiese come stavo. Se ero guarito. Mi colpirono la sua memoria di ferro e la sua delicata attenzione verso le persone».
Concluse le esequie, la bara di legno chiaro, sovrastata da una composizione floreale, è stata trasportata a Portofino, paese amato dove Carla possedeva un loculo addirittura dal 1947.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La figlia Livia Porta posa la mano sulla bara della madre Carla quasi a salutarla nel suo ultimo viaggio per Portofino (Fkd)

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