Compie cinquecento anni la collezione Giovio

Paolo Giovio

Mentre si avvicina l’uscita di un nuovo volume degli undici previsti dell’edizione nazionale delle opere di Paolo Giovio, quello dedicato all’iconografia, e in attesa che alcuni dei dipinti della collezione gioviana degli Uffizi possano essere messi in mostra a Como (l’esposizione è slittata causa pandemia), iniziamo a festeggiare un anno importante. Cinque secoli fa Paolo Giovio – correva l’anno 1521 – inizia a collezionare ritratti di famosi letterati, poeti e filosofi già negli anni Venti del Cinquecento, mentre si trova a Firenze al seguito di Giulio de’ Medici. Ai letterati si aggiungono nella collezione condottieri, uomini d’arme, regnanti, Papi e potenti del suo tempo e dell’antichità, da Alessandro Magno e Romolo a Carlo V e Francesco I, e non mancano sultani ottomani e principi orientali. Una galleria cui Giovio dedica i suoi Elogia virorum bellica virtute illustrium poi pubblicati nel 1551.
Ma torniamo con la macchina del tempo a cinque secoli fa. Nella lettera a Mario Equicola «Ex Florentia, 28 Augusti 1521», Giovio dichiara anche la funzione di tale raccolta: «Tramite l’emulazione del loro esempio gli onesti tra i mortali possano essere infiammati dalla ambizione di gloria».
Ora Ernesto Solari, pittore comasco innamorato della storia dell’arte e di figure come Leonardo e Dürer, celebra la galleria di ritratti nata cinquecento anni fa per impulso di Paolo Giovio con una sua personale galleria di personaggi famosi e non che pubblica sul suo sito museosolari.net.
Una sorta di omaggio, lo spazio web del pittore, a quel “Museo” che Giovio istituì nella sua dimora in Borgo Vico e che sorgeva dove è ora Villa Gallia.
Quei ritratti spiega Solari sul proprio sito «per Giovio era importante che fossero per quanto possibile eseguiti dal vero, per cui li richiedeva spesso direttamente alle famiglie nel caso dei contemporanei, mentre per gli antichi richiedeva ai pittori che copiassero da monete e statue autentiche. Poiché l’interesse di Giovio era sostanzialmente nel soggetto, e non nello stile pittorico, un notevole numero di ritratti che figuravano nella collezione del Museo era costituita da copie di originali o comunque eseguite da pittori di modesta qualità artistica, ma non mancavano le eccezioni». «A seguito della sua morte nel 1552 – segnala Solari -, la vastissima collezione fu dispersa tra numerosi eredi. Si ritiene che gli esemplari fossero oltre quattrocento. È stato possibile in seguito ricostruire la galleria in quanto, divenuta celebre tra i contemporanei alla metà del Cinquecento, ne furono commissionate numerose copie. La più celebre e ampia opera di copia fu commissionata nel 1552, da parte del duca di Firenze Cosimo I de’ Medici, al pittore Cristofano dell’Altissimo che si trasferì a Como per eseguire le repliche. Il pittore eseguì oltre 240 dipinti che oggi sono ospitati nei corridoi monumentali della Galleria degli Uffizi».

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