Con l’auto in mezzo ai ciclisti che volano verso il traguardo: denunciato comasco

La polizia stradale sull'arrivo di Como

Una giornata di festa poteva essere rovinata dal gesto di un irresponsabile che è però stato bloccato in tempo dagli agenti della polizia stradale di Como che l’hanno poi denunciato. Tutto è avvenuto in via Solone Ambrosoli a Como, nelle fasi caldissime che hanno concluso la corsa.

Dopo la salita di Civiglio e la picchiata in città per raggiungere il traguardo sul lungolago, al passaggio dei leader e degli inseguitori – ma con buona parte della carovana che ancora doveva sfilare – un automobilista si è infilato in un varco e ha iniziato a percorrere via Ambrosoli per meno di un chilometro. Il tempo necessario agli uomini della Stradale per raggiungerlo e farlo accostare in sicurezza per tutti gli altri corridori che ancora dovevano transitare.

Il protagonista di questo folle gesto è un comasco di 60 anni, residente in città, che è stato denunciato a piede libero. Nei test effettuati è risultato anche essere positivo all’alcol, con valori superiori alla soglia consentita per legge, pari a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue.

A corredo dell’intervento, gli agenti hanno pure rilevato che l’uomo si era messo alla guida senza le cinture di sicurezza, per cui è stato sanzionato. Dovrà inoltre rispondere del mancato rispetto dell’ordinanza prefettizia relativa alla sospensione del traffico lungo le strade interessate dal Giro d’Italia.

Il 60enne comasco – una volta fermato – non solo non si sarebbe scusato per il gesto che avrebbe potuto rovinare la festa rosa, ma avrebbe anche inveito contro gli agenti della polizia stradale che lo avevano bloccato.
Motivo per cui ora dovrà spiegare il suo gesto a un magistrato, essendo stato denunciato con l’ipotesi di reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

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