Confcommercio Como si schiera contro il Decreto Dignità

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I contratti a termine e il settore turistico-commerciale. Un connubio da sempre molto utilizzato, specialmente in territori come quello comasco dove il turismo è da traino all’economia. Ecco perchè il decreto Dignità in discussione in queste ore preoccupa Confcommercio Como. Soprattutto laddove vengono previste modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato che non dovrà più essere un mezzo da rinnovare a oltranza per lasciare invece spazio invece a rapporti stabili. «Il settore del “fuori casa” è caratterizzato da fisiologici picchi di incremento legati alla stagionalità difficili da prevedere, tali da richiedere una gestione contrattuale che non irrigidisca ma faciliti gli imprenditori nell’assumere nel pieno rispetto delle regole e delle tutele i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato», interviene Confcommercio.

Confcommercio teme ricadute economiche dal Decreto Dignità
Confcommercio teme ricadute economiche dal Decreto Dignità

 

«Sono contratti che rappresentano una fetta consistente nei pubblici esercizi – commenta il direttore di Confcommercio Como Graziano Monetti – Con misure di maggiori costi a carico delle imprese ci si troverebbe a compiere un pericoloso balzo al passato, con il rischio di un ritorno al lavoro sommerso ».
Categorico anche il numero uno di via Ballarini. «Il provvedimento sul lavoro introduce elementi di contrasto alle formule contrattuali di flessibilità di cui le imprese hanno bisogno». Questo il commento di Giovanni Ciceri – Presidente di Confcommercio Como nonché presidente dell’associazione pubblici esercizi (settore fortemente toccato da questo decreto).

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