Conferma del coprifuoco per tutti alle 22: protestano sia la politica sia i ristoratori

Lombardia zona arancione, controlli e pattuglie della polizia per il centro storico di Como. San Fedele

Neanche il tempo per gioire delle riapertura dei locali grazie alla zona gialla (che per la Lombardia dovrebbe essere confermata oggi e in vigore da lunedì 26 aprile), che arriva sulla categoria dei bar e dei ristoranti la conferma del coprifuoco dalle 22 per tutto il mese di maggio, inserita nel decreto Draghi. Coprifuoco che potrebbe addirittura restare in vigore fino alla fine di luglio nel caso di un mancato miglioramento della situazione pandemica.
Le critiche alla decisione arrivano anche dalle istituzioni, a iniziare dal presidente del consiglio regionale, Alessandro Fermi, esponente di Forza Italia, partito di governo.
«Il decreto cosiddetto Riaperture è oggettivamente deludente – attacca Fermi – Salvo solo il titolo. L’approccio dell’esecutivo nei confronti di un ritorno alla normalità è discriminatorio, contraddittorio e lontano dal buon senso. Discriminatorio perché non considera le differenze climatiche italiane e quelle strutturali di tanti bar e ristoranti. Contraddittorio perché, se la certificazione verde è il giusto strumento per riacquistare alcune libertà, non si capisce perché venga utilizzato solo per gli spostamenti e non per l’accesso a tutti i pubblici esercizi. Privo di buon senso perché il mantenimento del coprifuoco alle 22 non trova fondamento su alcuna ragione epidemiologica» conclude Fermi. Dello stesso parere il sottosegretario della Lega, Fabrizio Turba. «Ci voleva più coraggio, così si finisce per penalizzare chi non ha gli spazi esterni o chi vive in luoghi di montagna, ad esempio, dove fa ancora freddo per cenare fuori – dice – Uno sforzo in più si poteva fare, questo decreto non garantisce niente a nessuno e genera scontento nelle attività perché non si sentono considerate. Peraltro – aggiunge Turba – i locali sono attrezzati, le vaccinazioni procedono velocemente, tante attenzioni sono diventate la quotidianità per i clienti: allora perché non provarci? L’estensione alle 23 del coprifuoco avrebbe dato un po’ di respiro».
Da un partito di governo all’altro, la musica non cambia. «Il decreto Riaperture presenta diversi punti deboli soprattutto nell’ambito della ristorazione e nel comparto turistico – commenta Raffaele Erba, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle – La conferma del coprifuoco dalle 22 alle 5, che si prospetta fino al 31 luglio, penalizza ristoratori e albergatori».
Erba crede invece che il “certificato verde”, che garantisce la libertà degli spostamenti, possa avere «un effetto boomerang se non si trova il modo di estenderlo anche per i viaggi oltreconfine». Attacca infine i ministri leghisti del Turismo, Garavaglia, e allo Sviluppo economico, Giorgetti. «L’astensione in aula sul voto al Decreto Riaperture da parte degli esponenti del Carroccio conferma il doppio volto della Lega» conclude.

Poi ci sono le categorie economiche direttamente interessate, alle prese con una riapertura che si preannuncia complicata.
«Se si parla del coprifuoco, noi siamo profondamente contrari da sempre per i ristoranti – commenta Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti Como – Era necessario fare dei distinguo che non sono stati fatti. Possa capire i rischi per le persone che restano in strada, nelle piazze, ma non quelli di chi rimarrebbe seduto in un ristorante. Nulla cambia se si deve compiere soltanto il tragitto dal locale a casa alle 22, alle 23 o a mezzanotte. Così mi sembra improponibile pensare alle cene. Vorrebbe dire mangiare in fretta, con i limiti di capienza dei locali e poi tornare di corsa a casa. Una decisione stupida e incomprensibile» dice ancora Casartelli.
«Già è discutibile accogliere solo i clienti all’esterno, ma quella dell’orario è un’assurdità. Basterebbe dire che se si mostra la ricevuta del ristorante si può tornare a casa» conclude il presidente di Confesercenti.

La proposta del coprifuoco non piace neppure a Mauro Elli, chef del ristorante “Il Cantuccio” di Albavilla e vicepresidente della Fipe, Federazione italiana dei piccoli esercenti di Confcommercio Como. «Non si riesce a capire la strategia del coprifuoco, soprattutto fino a luglio – commenta Elli – Forse si vuole che i turisti e qualche straniero che arriverà spariscano dopo una certa ora». Il discorso della ricevuta come lasciapassare, proposta anche da alcuni governatori regionali, non convince però Elli. «Dovrei stampare tutte le ricevute alle 21.59 per essere in regola? Mi sembra una barzelletta. Un escamotage. No, noi facciamo un lavoro serio. Ci proveremo anche questa volta. Se penso al mio ristorante, mi preoccupa un po’ il freddo che patirebbero i clienti nei tavoli fuori di sera. Però è un’opportunità, uno spiraglio ed è giusto esserci. Sperando che grazie al vaccino i contagi calino ancora e che nessuno muoia più a causa del virus» conclude Elli.

Una linea condivisa anche dallo chef, formatore e presidente dei cuochi di Como, Massimiliano Tansini. «Credo sia necessario tenere un sentimento positivo ora che si parla finalmente delle prime riaperture – spiega – Purtroppo alcune decisioni sembrano prese sempre da persone che non vivono la materia. Non hanno il senso pratico delle questioni, quando parlano di tavoli all’aperto o di coprifuoco. Non si tiene mai conto del clima e delle caratteristiche dei luoghi».
«Però se ora c’è questa opportunità è giusto sfruttarla, sperando di poter stabilizzare le situazioni da giugno in poi – aggiunge – I turisti sono i più abituati forse a mangiare all’aperto nei ristoranti, ma per le attività è fondamentale riprendere anche la quotidianità, la normale ristorazione. Ormai è chiaro a tutti che la maggior parte dei locali non è mai stato un luogo di contagio» dice Tansini. Il presidente dei cuochi è impegnato da tempo anche come docente delle nuove generazioni di addetti ai lavori al Cfp Como.

«I ragazzi non hanno mai perso la speranza – spiega – Questo è fondamentale. Nei mesi scorsi abbiamo trasformato le ore di stage in ricerca di ricette. Anche dai momenti di difficoltà possono nascere opportunità. Ora, con la riapertura abbiamo già ricevuto richieste per nostri studenti da parte di alcuni locali. Credo che questo sia il più bel segnale di ripartenza» conclude.


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