Coniugi ottantenni legati e rapinati: serata di paura in una casa di Porlezza

Porlezza casa rapina

Hanno tenuto d’occhio gli spostamenti all’interno della casa-negozio, dove era in corso la cena tra il figlio e gli anziani genitori, il padre di 87 anni e la madre di 81.
Quando gli ultimi due sono rimasti da soli, all’interno della dimora di famiglia, sono entrati in azione.
Rapina dai contorni fortemente drammatici, con sequestro di persona, nella serata di sabato a Porlezza.
Nel mirino due coniugi che, con i figli, gestiscono una attività di rivendita di prodotti per l’edilizia, la De Maria.
Il colpo, da quanto è stato possibile ricostruire, sarebbe avvenuto tra le 20 e le 21 quando, come detto, il figlio si era ormai allontanato dalla casa che si trova all’interno dell’area dove c’è anche la ditta edile.
Due i rapinatori in azione, che avrebbero agito con il volto coperto da un cappuccio e dicendo solo pochissime parole.
Uno dei due sarebbe stato armato, impugnando una pistola. I due anziani presenti in casa, sarebbero stati spintonati e poi legati ad una sedia utilizzando del nastro adesivo da pacchi.
I rapinatori avrebbero invocato a gran voce i «soldi». Una volta intascato il bottino, che è poi stato quantificato in 800 euro, si sarebbero allontanati lasciando gli anziani ancora legati ed immobilizzati ad una sedia della villa di Porlezza.
Sarebbero stati proprio i due coniugi ottantenni, seppur sotto shock per quanto era appena accaduto, a riuscire a liberare le mani dal nastro da pacchi per poi chiamare i figli in soccorso. E i figli, a loro volta, avrebbero allertato i carabinieri della stazione del paese che sono arrivati poco dopo.
La nota ricerche è stata diramata intorno alle 21 in tutto il territorio del Porlezzese ma ormai i rapinatori si erano dileguati.
I militari dell’Arma hanno poi raggiunto la casa dove è avvenuto l’assalto, effettuando i rilievi utili ad evidenziare eventuali tracce lasciate dai malviventi. Le indagini vedono coinvolto il Nucleo investigativo.
La speranza è quella di poter ottenere elementi utili per risalire ai responsabili.
Al momento non si conosce come i rapinatori possano essere arrivati e come poi si siano allontanati, se a piedi o in auto. Le vittime hanno sporto denuncia.
Notevole lo spavento per un colpo che, secondo una prima valutazione, pare sia stato studiato e non improvvisato. Probabilmente i malviventi conoscevano le abitudini della coppia di anziani, sapevano gli orari di apertura e di chiusura dell’attività commerciale e sapevano anche quando poter entrare in azione. In una zona, tra l’altro, dove le vie di fuga non abbondano, anzi.
Sapevano, dunque, come muoversi.
Hanno anche atteso il momento opportuno, ovvero quanto il figlio maggiore (che aveva cenato con i genitori) è uscito dall’abitazione dei coniugi ottantenni per andare al bar a bere un caffè. Proprio in quel frangente, ottimizzando al massimo i minuti disponibili, avrebbero fatto irruzione in casa per sequestrare i due anziani e puntare al bottino.
Non c’è la certezza che la pistola utilizzata fosse vera, ma poco cambia.
I coniugi – spintonati e sotto la minaccia dell’arma – sarebbero stati immobilizzati e poi rapinati. Un blitz velocissimo che si è concluso con la fuga dei malviventi che ora sono ricercati.


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