L’ultimatum posto durante una cena a Piazza Santo Stefano. Il presidente temporeggiaI “segreti” della politica, prima o poi, vengono a galla. L’ultimo in ordine di tempo, targato Lega Nord, ci ha messo una quindicina di giorni. Ma ieri, infine, è esploso nel più fragoroso dei modi. E, una volta tolto dalla “sordina” che alla questione era stata applicata dal presidente della Provincia, Leonardo Carioni, sempre poco incline a gestire casi spinosi a Villa Saporiti, rischia di crearsi il più classico dei patatrac.La notizia, in sintesi, è questa: il gruppo consiliare della Lega Nord, sostanzialmente al gran completo, ha chiesto al numero uno di Villa Saporiti di cacciare dalla giunta gli assessori di Autonomia Comasca Ivano Polledrotti e Achille Mojoli. Di contro, Carioni avrebbe in un primo momento dato pubbliche rassicurazioni ai suoi consiglieri circa un provvedimento immediato in tal senso. Salvo poi – in privato, con i suoi assessori fedelissimi Mario Colombo e Pietro Cinquesanti – negare qualsiasi ipotesi di modifica dell’esecutivo.Ma torniamo allo snodo centrale della vicenda. Per farlo, bisogna risalire alla sera del 28 ottobre scorso, venerdì. Cioè quando, dopo ripetute (e non sempre amichevoli) insistenze, i consiglieri provinciali del Carroccio al gran completo hanno organizzato una cena al ristorante “Della Torre” di Piazza Santo Stefano, sopra il centro di Cernobbio. In quella sede, per l’ennesima volta, il “plotone” padano ha ribadito l’ultimatum al suo presidente Leonardo Carioni: «I due assessori di Autonomia Comasca, Ivano Polledrotti e Achille Mojoli, devono lasciare subito la giunta provinciale».I motivi? Curiosamente, gli stessi cavalcati dal Pdl la scorsa primavera, quando una prima ondata di proteste si abbattè sugli autonomisti. Ai quali, effettivamente, vennero poi drasticamente ridotte le deleghe (in numero e ancor più in peso politico).Con il passare dei mesi, però, l’insofferenza per la permanenza nell’esecutivo di via Borgovico dei due autonomisti (con “vista” sul nascente terzo polo) si è trasferita sempre più dal Pdl alla Lega. Tanto che, a partire dal capogruppo-falco Giordano Minotti, le pressioni su Carioni per ridurre l’influenza di Mojoli e Polledrotti (e dei 6 consiglieri autonomisti) sull’esecutivo e, in generale, sugli equilibri della maggioranza, sono costantemente aumentate.Il punto è che dopo il pronunciamento del 28 ottobre, i consiglieri leghisti si aspettavano un provvedimento drastico addirittura per il successivo 2 novembre.Pare, addirittura, che lo stesso Carioni avesse garantito la revoca di Mojoli e Polledrotti entro quella data. Inutile dire che, al contrario, né il 2 novembre né i giorni successivi, il presidente ha adottato qualche provvedimento simile. L’effetto concreto di questo evidente temporeggiamento di Carioni (già ai tempi delle richieste del Pdl assai poco incline ad assecondare le richieste di cacciata degli autonomisti) è stato uno su tutti: aumentare ulteriormente il disagio dei suoi consiglieri e colleghi di partito, furibondi per lo stallo della situazione.Cosa potrà accadere ora è difficile da dire. Di sicuro, i consiglieri padani non molleranno la presa. A decidere tutto sarà il grado di “resistenza” di Carioni.
Emanuele Caso
La crisi non lascia prigionieri: l'amatissima azienda hi-tech chiude la serranda. Il debito stimato ammonta…
Con la chiusura del Salumificio Venegoni viene alla luce un problema economico che coinvolge tutta…
E tu, sai davvero cosa contengono gli iconici ovetti Kinder? Dopo molti anni il segreto…
Prelevare negli sportelli bancomat di Intesa San Paolo potrebbe ben presto diventare un'operazione assai complicata:…
Un database con milioni di password di conti appare sul dark web a un prezzo…
La prova di qualità superiore in campo ha fatto innamorare tutti della squadra lariana. Un…