Contagi, cresce la preoccupazione in Svizzera

Svizzera

“Non rimandare: fatti vaccinare”. In Svizzera sale la preoccupazione per l’aumento dei contagi e l’Ufsp, l’Ufficio federale della sanità pubblica, spinge la campagna di immunizzazione a suon di slogan cercando di convincere gli indecisi e di intercettare chi non si preoccupa della diffusione del virus.
Sei esperti della Confederazione hanno fatto ieri il punto sulla situazione epidemiologica in Svizzera, evidenziando come sia in peggioramento.

«I contagi – riporta il sito di informazione Ticino online – per colpa della variante Delta, che rappresenta praticamente la totalità delle infezioni su suolo nazionale, sono in netto aumento. E anche gli ospedali e le terapie intensive stanno iniziando a ripopolarsi (seppure la situazione non sia al momento allarmante)».
Da qui la decisione delle autorità sanitarie di puntare con più decisione sulla campagna vaccinale.
I dati del 16 agosto vedono la Svizzera tornare sopra i 3mila casi, un dato che non si registrava dalla seconda ondata. L’incidenza su 14 giorni è salita a 265 casi ogni centomila abitanti. La maggior parte delle nuove infezioni riguarda persone con meno di 60 anni.
«I ricoveri – ha avvertito Patrick Mathys, capo della sezione “gestione delle crisi e collaborazione internazionale” dell’Ufsp – sono aumentati del 45% rispetto alla settimana precedente e sono decuplicati da inizio luglio. Circa il 70% dei letti nelle terapie intensive è attualmente occupato».

«Non è una quarta ondata» ha rassicurato Rudolf Hauri, presidente dell’organizzazione “Mantello” dei medici cantonali, indicando tra le cause dell’aumento di positivi il rientro di molti cittadini svizzeri dalle vacanze.
Anche il Canton Ticino vive un aumento di contagi che però non ha ripercussioni sull’andamento dei ricoveri ospedalieri. I nuovi positivi sono passati dagli 80 di due settimane fa ai 131 dello scorso weekend. Ieri si sono registrati 80 nuovi positivi, 18 ricoverati e un solo paziente sottoposto a cure intensive.

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