Conte: «Creare lavoro in Africa per fermare i flussi» Il premier, oggi al Forum di Cernobbio

Convegno Coldiretti a Villa D'Este. Presidente Consiglio Conte

Ha parlato anche di immigrazione il premier Giuseppe Conte, questa mattina a Villa D’Este di Cernobbio per il Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato da Coldiretti.
“Aiutiamoli a casa loro” è uno storico slogan leghista, rispolverato dal presidente del Consiglio, che dal 28 agosto guida un governo non più gialloverde, bensì giallo-rosso. Partorito direttamente dopo un duro scontro proprio con il leader leghista, Matteo Salvini.
Conte è intervenuto al Forum cernobbiese per presentare un progetto agricolo filiera avviato nel continente africano. «Un nuovo modello di cooperazione» lo ha definito il premier.
«Un impegno della politica nella sua più nobile vocazione – ha aggiunto – non certo come volontà di affermare ed estendere influenza e predominio politico, ma per promuovere e contribuire ad affermare modelli di sviluppo economi co. In particolare nell’agricoltura. Progetti sostenibili, non solo nel senso economico, ma anche ambientale e culturale». Il progetto interrato di filiera in Africa coinvolge attività manifatturiere «a monte e a valle» ha detto il premier.
Poi il riferimento diretto all’immigrazione. «Si deve promuovere la formazione in Africa, così che il personale abbia chiare prospettive occupazionali – ha detto Conte a Cernobbio – È il metodo migliore anche per prevenire flussi migratori che potrebbero essere destabilizzanti nel lungo periodo».
Progetto Africa, l’accordo firmato ieri, oltre a Coldiretti, vede quali attori principali Eni e Bonifiche Ferraresi. «Tenevo molto ad essere qui – ha sottolienato il presidente del Consiglio – appena ho ricevuto l’invito, ho subito aderito, perché Progetto Africa è un passo importante, che nasce da attori privati. Non nasce sotto l’egida di parte pubblica o della politica, ma è un progetto strategico che ha rilievo politico».
«Riteno fondamentale l’impegno – ha concluso Conte – a rivitalizzare le aree rurali, non solo in Italia, ma nel Sud del mondo».

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