Conti dei Balocchi, Rapinese chiede l’accesso agli atti

Città dei balocchi

«Due mesi sono già un periodo lunghissimo e non voglio neanche pensare che i conti non siano completi. In ogni caso, nel segno della massima trasparenza, domani mattina alle 8 (oggi ndr) passerò all’ufficio di Consiglio per protocollare una richiesta di accesso agli atti». Alessandro Rapinese, capogruppo di Rapinese Sindaco a Palazzo Cernezzi, è intervenuto ieri sul tema delle manifestazioni natalizie a Como. Il bando biennale per il Natale nel capoluogo indicava infatti all’articolo 9, punto 6, tra gli obblighi degli organizzatori: «produrre, entro due mesi dal termine della kermesse, un dettagliato e analitico rendiconto asseverato da dottore commercialista e/o altri soggetti abilitati, necessario all’Amministrazione per documentare il valore economico della kermesse nelle sue distinte voci di costo (apparati logistici ed organizzativi) e di proventi (sponsor, attività commerciali, ecc…)».
Un tema caldo, secondo Rapinese, che già aveva sollevato in una mozione la questione di devolvere «in beneficenza dei maggiori introiti derivanti dagli eventi natalizi appaltati dal Comune». In sostanza, Rapinese chiedeva che gli organizzatori della Città dei Balocchi, in presenza di un utile, dessero il ricavato in beneficenza. Una richiesta quasi ovvia, per Rapinese, visto che la manifestazione natalizia utilizza spazi pubblici ed è nata, 25 anni fa, con questo preciso scopo. Mozione però bocciata due settimane fa in consiglio comunale. Così, ora che sono scaduti i termini per la rendicontazione dell’evento (la manifestazione si era chiusa il 6 gennaio) il consigliere di minoranza ha annunciato la richiesta di accedere agli atti.
«Finalmente siamo arrivati ai conti – dice ancora Rapinese – mi auguro che gli uffici siano disponibili a collaborare da subito. È già trascorso un tempo eccessivamente lungo. Non capisco perché siano necessari due mesi per produrre contratti di fornitura che evidentemente sono stati sottoscritti molto tempo prima di Natale», conclude.

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