Contro le multe “pazze” di Ica arriva un pool di super-avvocati

altLa rivolta degli esercenti
Confcommercio al contrattacco: «Così stabiliremo chi ha ragione»

(e.c.) Era nell’aria, è puntualmente arrivata. La contromossa della Confcommercio di Como per difendere le migliaia di esercenti alle prese con le multe “pazze” inviate in questi giorni da Ica Srl avrà le vesti di un pool di super-avvocati inviati direttamente dalla casa madre milanese dell’associazione. Questo è l’esito della trasferta di ieri nel capoluogo lombardo del presidente della Confcommercio lariana, Giansilvio Primavesi, per incontrare i vertici

regionali e fare il punto sul caso-Como. «Gli avvocati arriveranno in città il più presto possibile. Non potevo metterli nel bagagliaio della mia macchina già oggi – afferma con un tocco di ironia Primavesi – ma spero che già entro i primi giorni della prossima settimana siano qui. A quel punto, ci metteremo al tavolo con loro, e probabilmente anche con il Comune, per fare un punto definitivo sulla situazione».
La strategia messa in campo da Confcommercio è piuttosto chiara.
«L’obiettivo è prendere in esame la quantità maggiore possibile di casi controversi – afferma il presidente dell’associazione – Poi, con l’aiuto dei legali e naturalmente sulla base di tutte le leggi esistenti e relative al nostro settore, tracceremo con la maggior precisione possibile un profilo delle sanzioni effettivamente valide e di quelle che invece possono essere annullate o sono comunque illegittime per qualche motivo».
A quel punto, in sostanza, Confcommercio – e di conseguenza anche i singoli esercenti – avranno a disposizione una casistica la più esaustiva possibile a cui fare riferimento per procedere con le contestazioni nei confronti delle multe inviate da Ica Srl.
«Non escludiamo che qualche commerciante abbia evaso quanto dovuto e quindi sia comunque costretto a pagare – aggiunge Primavesi – Ma, nello stesso tempo, siamo già pressoché sicuri che un buon numero di sanzioni dovrà essere annullato. Per esempio, le multe inviate ai negozi storici oppure a quelli aperti in regime di franchising sembrano già per molti versi non legittime».
Non vuole addentrarsi in altri casi specifici, il presidente di Confcommercio, sia per non alimentare false speranze nei negozianti, sia perché la materia è complessa e ovviamente molto delicata. Nello stesso tempo, però, Giansilvio Primavesi sottolinea un paio di punti finora rimasti sotto traccia ma potenzialmente gravidi di conseguenze.
«Gli avvocati che arriveranno da Milano – dice il presidente della Confcommercio comasca – approfondiranno molto anche gli aspetti relativi a come sono stati materialmente condotti gli accertamenti e anche sulla effettiva possibilità per Ica di inviare multe per gli anni antecedenti il 2013».
«Da un lato – continua Primavesi – non siamo del tutto sicuri che gli accertamenti compiuti dagli incaricati della Ica potessero davvero essere svolti senza che il commerciante di turno venisse avvisato e gli fosse consegnata subito una copia del verbale. Per quanto riguarda, invece, la questione della retroattività delle sanzioni, la questione è più complessa ma merita comunque ulteriori approfondimenti».
Di sicuro, c’è un fatto. Nel caso in cui dovesse emergere che ai commercianti multati doveva essere consegnato in tempo reale un verbale e, nello stesso tempo, che Ica non avesse in realtà il potere di multare per vicende antecedenti il primo gennaio 2013, una enorme parte delle sanzioni inviate dai privati finora rischierebbe di finire nel nulla. Ma su questo, come ribadito più volte dallo stesso Primavesi, «prima di prendere qualunque posizione definitiva sarà necessario avere il parere dei nostri legali».
In ultimo, un commento sulla ventilata ipotesi che, come sorta di ritorsione per il caso Ica, Confcommercio inviti i suo iscritti a non tirare fuori un centesimo per pagare le luminarie natalizie. «Per ora questa ipotesi non esiste – smentisce Primavesi – Prima degli accertamenti condotti con i nostri legali non prenderemo iniziative di questo tipo».
Peraltro, nel caso in cui prendesse davvero forma questo nefasto scenario, l’assessore al Commercio di Palazzo Cernezzi, Gisella Introzzi, ha già idee molto precise. «Se i commercianti non pagassero le luminarie, non le installeremmo».

Nella foto:
La sede di Ica Srl a Como, in via Dottesio. La società privata, dopo aver vinto la gara indetta dal Comune, gestisce la riscossione e le sanzioni di alcuni tributi per conto di Palazzo Cernezzi

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