Coordinamento cittadino di Forza Italia, si è dimesso Stefano Vicari

Palazzo Cernezzi

Un messaggio inviato sulla chat interna del coordinamento di Forza Italia a Como, martedì mattina, ha guastato la colazione a molte persone. «Buongiorno a tutti, come già comunicato al commissario Mauro Caprani, mi dimetto dall’incarico di coordinatore cittadino del partito». Firmato Stefano Vicari. Si chiude così dopo due anni e qualche giorno l’avventura da dirigente azzurro del commerciante forse più noto di via Milano Alta, la persona che non ha mai smesso di rivendicare per quel pezzo di città un futuro diverso, che non si è mai rassegnato al declino di una delle vie storiche dello shopping del capoluogo.
Vicari era stato eletto il 28 ottobre 2017 in uno dei pochi congressi celebrati da Forza Italia, partito alquanto refrattario ai vecchi riti della politica organizzata. Aveva sconfitto al ballottaggio Pasquale Buono, già consigliere comunale e capogruppo a Palazzo Cernezzi, in quel frangente in corsa per la corrente di Gianluca Rinaldin. Due anni vissuti comunque lontano dai riflettori, sempre impegnato a salvare il salvabile nel suo quartiere e a combattere battaglie per la rinascita di via Milano. L’ultima, la più importante, vinta dopo la rimozione del vigile elettronico in fondo alla Napoleona e del divieto di transito nelle prime ore del mattino, un esperimento che aveva portato nelle casse del Comune centinaia di migliaia di euro di multe.
Ieri, come detto, l’addio. «Ringrazio il coordinamento per il lavoro fatto, avete tutta la mia stima, buone cose», ha scritto Vicari nel suo WhatsApp spedito agli amici di buona mattina. Parole che non lasciano trasparire alcuna polemica, confermate qualche ora dopo anche al cronista che gli chiedeva che cosa fosse successo. «Nulla – ha risposto Vicari – non è accaduto nulla. Ho soltanto formalizzato una decisione che ho maturato in queste settimane. I miei impegni professionali mi impediscono di seguire come vorrei il coordinamento cittadino di Forza Italia, sto lavorando a molti progetti legati al mio lavoro ed è quindi più corretto lasciare ad altri la conduzione del partito». I progetti di Vicari, a breve termine, sono una mostra e una raccolta fondi per aiutare le associazioni che lavorano nel campo della prevenzione dei tumori. A gennaio, poi, dovrebbe esserci qualcosa di più grande, legato all’arte. «Non anticipo nulla per scaramanzia e perché ci stiamo ancora lavorando», dice Vicari. Che subito ritorna alla decisione di lasciare la guida di Forza Italia in città.
«Dico la verità: fare il coordinatore cittadino a Como richiede tempo che io purtroppo non ho più. In questi due anni si è creato attorno a me un bel gruppo, persone che voglio ringraziare. Chi arriverà dopo di me sarà facilitato, troverà una squadra pronta».
Vicari parla di una «bella esperienza» e annuncia di voler rimanere dentro Forza Italia. «È un progetto nel quale credo ancora, anche se spero che vi sia un’evoluzione, un rilancio. Oltre Forza Italia, al momento, non vedo niente di interessante». Non Matteo Renzi, che pure qualcuno aveva pensato potesse attrarre il commerciante di via Milano.
«Renzi ha fondato un partito personale per avere peso nel governo, la sua è stata una mossa politica furba e intelligente, ma non credo che l’abbia fatta nell’interesse del Paese, quanto piuttosto per il suo personale tornaconto». Nessuna sirena al centro, quindi, ma la speranza che «a livello nazionale qualcosa si muova in Forza Italia. Manca da tempo qualcosa che vada al di là del populismo, del parlare alla pancia della gente. Bisogna tornare a parlare delle grandi questioni, dello sviluppo: basta discutere soltanto di immigrati o di problemi legati al quotidiano. Serve una prospettiva di lungo periodo e serve un progetto liberale che metta insieme persone con la testa, capaci di ragionare, di avere visioni».
Sulla città, Vicari conferma la bontà della scelta di stare fuori dalla maggioranza. «È stata condivisa con tutti ed è servita per far capire che Forza Italia non c’è a tutti i costi». Dopo due anni e mezzo, il giudizio sull’amministrazione è severo. «Sta arrancando, la gente si aspetta risposte su quale direzione debba prendere la città. Io credo che si debba ripartire dalla riqualificazione della Ticosa. È il tassello iniziale di una possibile rigenerazione urbana. Può andar bene anche metterci il municipio, l’importante è coinvolgere i “vicini di casa”, i cittadini del quartiere».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.