Coronavirus in Cina e siccità Australia, i crucci di Milano Unica. «Servono scelte coraggiose»

Milano Unica 2020

Preoccupazione per la complicata situazione della Cina e per le conseguenti defezioni di clienti. Qualche mugugno per la contemporaneità con Munich Fabric Start, in Germania, quindi con un afflusso minore di potenziali acquirenti dal Nord Europa. Ma anche la voglia di guardare avanti e puntare su innovazione, creatività e soprattutto sostenibilità. È un mix di sensazioni e stati d’animo quello degli imprenditori impegnati in prima linea a Milano Unica, la fiera del tessile che si è aperta ieri a Rho Fiera. Presenti 45 espositori giunti dal Lario.
Gli ultimi dati che riguardano il settore della tessitura italiana non sono stati positivi. Il 2019 si è chiuso negativamente con un calo del 4,7% del fatturato complessivo, frutto del calo di esportazioni e di consumi interni. Nella bilancia risulta in crescita l’export verso Francia, Stati Uniti, Spagna, Portogallo, Giappone e Bulgaria. In calo mercati strategici come Germania, Cina, Hong Kong, Turchia e Tunisia.
«In una fase come questa, piuttosto che piangersi addosso, la cosa migliore è guardare avanti e puntare all’innovazione – ha detto Michele Viganò, di Seterie Argenti – Quest’anno Milano Unica punta sulla sostenibilità e noi siamo in prima linea su questo fronte: il che si traduce in tracciabilità e qualità dei prodotti, uniti ad altri fattori importanti come prezzo, servizio e creatività».
Coraggio di affrontare le sfide. Un tema su cui si è soffermato, in sede di presentazione, il presidente uscente di Milano Unica Ercole Botto Poala. Del mese di luglio gli succederà Alessandro Barberis Canonico. Botto Poala ha anche annunciato l’annullamento di Milano Unica Shanghai, che si doveva svolgere in Cina ai primi di marzo, per i problemi legati al coronavirus. «La situazione in questo periodo non è confortante – ha sottolineato all’inaugurazione – con i problemi della Cina e della siccità in Australia. La sostenibilità può essere un fattore in cui credere, un percorso da seguire in una fase in cui servono scelte coraggiose, puntando all’eccellenza che da sempre caratterizza il Made in Italy».
Marino Vago, presidente di Sistema Moda Italia ha aggiunto: «I problemi internazionali possono fare danni esponenziali a un sistema come il nostro che punta su viaggi, scambi, relazioni e movimento. Ma possiamo reagire puntando su sostenibilità, tracciabilità e difesa del know how delle nostre aziende».
Carlo Maria Ferro, presidente dell’agenzia Ice (Istituto commercio estero) ha ribadito che «è necessario riposizionare l’offerta per mantenere l’eccellenza italiana nel mondo basandosi su tradizione e creatività, oltre alla sostenibilità».
Il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto ha voluto ringraziare tutti gli imprenditori ricordando che «moda, eleganza, tessile e accessori rappresentano al meglio l’Italia nel mondo».

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