Coronavirus, l’appello di Spata. «Isolare i pazienti al primo sintomo ed effettuare subito il tampone»

Secondo ultimo bollettino della Johns Hopkins University

La “fase due” iniziata formalmente lunedì scorso ha tra i suoi fondamenti l’obbligo di non abbassare la guarda sul fronte sanitario. Pena un rapido ritorno al lockdown.
Gli occhi degli esperti sono tutti puntati sull’indice di contagiosità, così da intervenire al primo accenno di ripresa del Coronavirus. E i sanitari lavorano alle strategie più efficaci per monitorare la situazione in modo rapido.
«Occorre isolare chiunque abbia sintomi anche minimi ed effettuare subito il tampone, per bloccare sul nascere eventuali focolai».
È questo il piano che è stato messo a punto dal tavolo tecnico scientifico regionale di cui fa parte il presidente dell’ordine dei Medici di Como, Gianluigi Spata, che avverte: «Il progetto di sorveglianza territoriale è fondamentale e ci attendiamo nel più breve tempo possibile la delibera che lo traduca effettivamente in un piano concreto».
Una richiesta che arriva mentre il vicepresidente della Lombardia Fabrizio Sala annuncia che in regione l’indice “R0”, quello che indica il tasso del contagio, è arrivato a 0,75 ossia leggermente più in basso rispetto allo 0,8 della media fatta registrare in Italia. Quindi, per essere concreti, ogni persona ne contagia altre 0,75, cioè non più di una sola. Più l’indice si abbassa, scendendo al di sotto di 1, minore sarà il rischio di contagio sul territorio.
«Siamo in una fase ancora delicata – sottolinea il presidente dell’ordine dei medici comaschi, Gianluigi Spata – Ora il cambio di passo sulla sorveglianza territoriale è indispensabile. Il piano, che dovrà appunto essere poi sancito dalla delibera regionale, prevede la massima collaborazione tra medico di famiglia, medico del lavoro e dipartimento di prevenzione dell’Ats. È fondamentale individuare eventuali casi tempestivamente, isolarli in casa e fare il tampone, comunicando subito i test positivi su una piattaforma informatica in modo da bloccare subito eventuali focolai».
Novità in Lombardia sono attese anche sui test sierologici, che dovrebbero essere effettuati a breve anche nelle strutture private accreditate.
«Anche su questo punto è fondamentale che ci sia la massima chiarezza – conclude Gianluigi Spata – È utile estendere questi test, che hanno soprattutto un significato epidemiologico, per la mappatura della diffusione del virus, ma devono essere utilizzati solo test che abbiano ottenuto la certificazione “Ce” e che diano quindi assoluta garanzia di affidabilità».
Ieri la Regione ha comunicato che i tamponi effettuati sono stati in tutto 425.290, con un incremento di 6.455 unità.

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