Coronavirus, i veri numeri del contagio a Como: i positivi potrebbero essere oltre 64mila. I morti, al 15 aprile, il doppio di quelli ufficiali

Ospedale Sant’Anna di Como, pronto soccorso coronavirus

Quanti sono, realmente, i cittadini lombardi che hanno contratto il Covid-19? I numeri ufficiali della Regione parlano di 79.369 persone risultate positive agli esami diagnostici dall’inizio dell’epidemia. Ovvero, lo 0,78% della popolazione residente (oggi attestata appena sopra le 10 milioni di unità).
Un dato assolutamente poco credibile, che nessuno infatti prende in considerazione come realistico. Sin dai primi giorni dell’emergenza, tutti gli esperti hanno sempre sostenuto che le cifre ufficiali si sarebbero dovute moltiplicare per 5 se non, addirittura, per 10. E a sostegno di questa tesi hanno portato il dato a dir poco anomalo del rapporto tra contagi e decessi.
Il tasso di mortalità per Coronavirus, in Lombardia, è stato e continua a essere il più alto al mondo: 18,40%. Le vittime del Covid-19 nella nostra regione sono state difatti 14.611. Un’autentica strage degli innocenti le cui proporzioni nessun epidemiologo sa giustificare, né tantomeno comprendere.
Proprio questi numeri spingono quindi a considerare che la platea dei contagiati debba necessariamente essere molto più estesa. Gli studi sin qui eseguiti nei centri di ricerca di tutto il pianeta sul tasso di mortalità della Sars-Cov-2 – quelli almeno validati dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità – sono concordi nel ritenere che i valori minimi e massimi della cosiddetta death rate oscillano tra l’1% e il 2,3%.
Se questo è vero, ed è difficile metterlo in dubbio vista la mole di numeri elaborata, qual è allora la reale situazione lombarda? Samuele Astuti, docente di Innovazione digitale alla Scuola di Economia della Liuc di Castellanza, nonché consigliere regionale del Pd eletto a Varese, è uno dei ricercatori che sin dal primo giorno elabora cifre e tabelle di ogni genere per comprendere l’evoluzione dell’epidemia di Covid-19. I suoi due ultimi studi, pubblicati mercoledì notte online, riguardano proprio il tasso di mortalità e la stima dei contagi in regione e in ciascuna delle province lombarde.
Basandosi su dati ufficiali, Astuti ha calcolato che le persone positive potrebbero essere da un minimo di 960mila (death rate al 2,3%) a un massimo di 2,2 milioni (con la death rate fissata all’1%). Ovvero, «dal 9,6% al 22,1% della popolazione totale), con i picchi più significativi a Bergamo e Cremona dove nello scenario peggiore (1% di death rate) più di un cittadino su due è stimato essere positivo o esserlo stato». L’analisi di Astuti, che fotografa la situazione fissandola al 15 aprile scorso, rivela che in provincia di Como i contagiati potenziali potrebbero essere da un minimo di 27.975 (il 4,7% della popolazione totale) con death rate del 2,3%, fino a un massimo di 64.342 (il 10,7% dei residenti) con death rate dell’1%. Stiamo parlando di qualcosa come il 1.891% in più rispetto a quello che dicono le cifre del bollettino giornaliero di Palazzo Lombardia.
Sulla base dei dati Istat, relativi a un campione di 91 comuni (pari al 67% della popolazione totale e al 70% dei morti per Covid-19), tra il 20 febbraio e il 15 aprile in provincia di Como sono morte 1.067 persone, 421 in più (il 65%) della media dello stesso periodo nei 5 anni precedenti (646). Di questi 421 morti, 232 (il 22%) sono sicuramente da attribuire all’epidemia e 189 (18%) sono ancora di assegnazione incerta.
La proiezione di Astuti sull’intera provincia (sempre alla data del 15 aprile) fissa in 663 i morti per Covid-19, a fronte di una cifra ufficiale inferiore della metà (331). La stragrande maggioranza di questi decessi ha riguardato persone con oltre 75 anni, il vero anello debole della catena infernale che sta serrando il collo del Paese da 75 giorni a questa parte.

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