Coronavirus, udienze a porte chiuse e “sostituzioni”. Le linee guida per il Tribunale di Como

palazzo di giustizia como

Udienze penali a porte chiuse, con il consenso delle parti, «per evitare l’afflusso di pubblico»; avvocati in arrivo da fuori sede invitati a farsi sostituire da colleghi del Foro di Como; corsi di formazione (per avvocati) sospesi; tirocinanti invitati – per questa settimana – a non venire al Palazzo di Giustizia. Sono alcune delle linee guida diffuse ieri dal presidente del Tribunale, Ambrogio Ceron, dal procuratore della Repubblica Nicola Piacente e dal presidente dell’ordine degli avvocati di Como, Vincenzo Spezziga.
Il provvedimento arriva all’indomani del giro di vite per tentare di arginare la diffusione del Coronavirus in Lombardia. Regolamentato anche l’accesso degli avvocati in Procura e nelle cancellerie. I legali sono infatti invitati a presentarsi in Procura «solo per il deposito degli atti urgenti», e alle cancellerie «solo per atti strettamente necessari» che impediscono di poter utilizzare la posta elettronica.
Sul fronte delle udienze civili, quelle più affollate, «i giudici sono invitati a valutare con speciale attenzione le istanze di rinvio» soprattutto nei casi che in udienza sia prevista la presenza di persone che «per le condizioni di età e salute possano risultare più facilmente esposte».
Queste indicazioni si aggiungono a quelle in arrivo da Milano, che ribadiscono come l’attività giudiziaria «sarà regolarmente svolta». I soli soggetti invitati a non comparire sono coloro che provengono dalle zone del focolaio, per cui sarà concesso il «legittimo impedimento».
I detenuti invece, «purché non malati», verranno regolarmente tradotti in udienza.
L’avvocato Simone Gatto, presidente dell’Associazione Giovani Avvocati e Praticanti di Como, ha però espresso pubblicamente sui social il proprio dissenso per questi provvedimenti: «La risposta a queste esigenze e sensate preoccupazioni, che hanno portato la chiusura della stragrande maggioranza delle attività, non può essere quella concordata con il Tribunale – scrive – Le udienze andavano sospese, per due settimane, provvedimento che non avrebbe creato nessuna difficoltà ma avrebbe garantito noi avvocati. Questo è il vero concetto, la nostra tutela. Sempre pronti a tutelare i diritti degli altri ma mai i nostri. Mi auguro che nessuno si contagi negli assembramenti fuori e nelle aule. In tal caso non si potrebbe dire di aver fatto il possibile per evitarlo».

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