Così il Comune “regala” box e posteggi

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Bilancio disastroso: prezzi risibili, contratti scaduti, garage a dipendenti e dirigenti

Centoventotto tra box e posti auto comunali. Centoventicinque di questi con contratti di affitto scaduti, inesistenti o irregolari. E con costi medi risibili. In pratica, un patrimonio malgestito a essere buoni. Regalato se si vuole essere cattivi.
Il desolante quadro emerge dalla documentazione ufficiale pubblicata sul sito del Comune.
Un primo esempio: i posti auto coperti a servizio delle case comunali di piazzale Duca D’Aosta. Per l’affitto di 4 stalli, risulta che non sia stato

ancora sottoscritto alcun contratto, per altri due la scadenza era il 2013: in un caso era il 2011 e per un altro ancora sarà il 2016. Per quanto riguarda i canoni annuali, i posti coperti non costano troppo: si oscilla tra 326 euro (4 casi per circa 27 euro al mese) e 653 (6 casi), con l’unica eccezione di un box per cui sono richiesti 944 euro annui.
C’è poi il caso dei 9 posti auto scoperti nel cuore della città murata, in via Cesare Cantù 53. Stando ai documenti consultabili sul sito del Comune, qui la situazione è nerissima. I contratti di affitto sarebbero tutti scaduti in anni compresi tra il 2002 e il 2011. In un caso, poi, il contratto non sarebbe nemmeno esistente. Peraltro, 6 di questi spazi sono affittati a società e negozi, in un caso una gioielleria. I canoni annui? Risibili per la zona in cui si trovano i parcheggi: 860 euro all’anno, 71 euro al mese. Somme che sono sullo stesso livello di quelle chieste da Palazzo Cernezzi ai fortunati (un’attività commerciale e poi tutti dipendenti, ex dipendenti o parenti di dipendenti comunali di cui omettiamo il nome per scelta) che possono parcheggiare nella centralissima piazza Mazzini (civici 7, 8 e 9). I posti auto scoperti comunali, in questo caso, sono 7. Di questi, soltanto uno sarebbe regolarmente in corso, con scadenza nel 2015. Tutti gli altri sarebbero già arrivati “al capolinea” tra il 2011 (4) e il 2012 (2). Il canone annuo richiesto ai privati dall’amministrazione è perfettamente in linea con quello di via Cesare Cantù: 852 euro, 71 al mese. Vista la zona – a due passi da Porta Torre e in una delle vie dello shopping più rinomate di Como – una cifra davvero minima. Ma, almeno, in coerenza con quanto, sempre in centro storico, cioè in via Carducci 6, il Comune chiede per la concessione di due posti auto scoperti (“naturalmente” con contratti che risultano scaduti nel 2011): 1.721 euro totali, ossia 860 euro all’anno.
Quella che si potrebbe definire come linea di galleggiamento media per i posti auto comunali nelle zone centrali è dunque “quota 800”. Anche in via Milano, per esempio, un parcheggio è concesso a un privato per 869 euro all’anno (contratto scaduto nel 2011, però). Molto meglio – non certo per le casse pubbliche, si intende – può comunque andare in via Tommaso Grossi, dove un box risulta tuttora affittato per soli 360 euro annui con un contratto che risulta scaduto addirittura dal 2006.
C’è poi il caso piuttosto clamoroso dei quattro posti auto coperti in via Italia Libera, dove tuttora risultano posteggiare 4 tra dirigenti ed ex dirigenti di Palazzo Cernezzi. Stando ai documenti disponibili, la cifra annua richiesta ai privati è decisamente modesta: 417 euro, poco più di 37 euro al mese. E per due di questi posti auto il contratto è scaduto nel 2013, per gli altri due risulta che uno non sia neppure agli atti e l’altro sia scaduto nel 2006. Un altro dirigente in carica risulta aver affittato un box in via Torno (con contratto valido fino al 2023) per la più che modestissima cifra di 558 euro all’anno. Nel mare magnum di situazioni aperte o in via di definizione, infine, è impossibile non citare il caso delle case comunali di via Turati e dei relativi 27 posti auto scoperti. Ebbene – dalle carte messe online dal Comune – la situazione sembrerebbe davvero disastrosa. Da un lato, per l’aspetto puramente economico visto che, fatta eccezione per cinque casi per cui il canone annuo richiesto è di 493 euro, per tutti gli altri la cifra si ferma a 94 euro all’anno, 7 euro e rotti al mese. E c’è di più: in 15 casi, a regolarizzare il rapporto tra privato e amministrazione non c’è un contratto, bensì una meno chiara “autorizzazione scritta”. È già qualcosa, comunque. I casi mancati fanno segnalare contratti scaduti nel 1994, nel 1995, nel 1998 e – nei casi “migliori” – nel 2000. Non va meglio per i box di via Spartaco (15 in tutto): somma annua richiesta 738 euro, ma contratti scaduti tra 2008 e 2011, più due casi di “contratto non agli atti”. Terribile anche il quadro che emerge per i 18 box comunali in via San Bernardino da Siena: affitto annuo a 738 euro, nessun contratto in regola.
L’elenco dei casi specifici potrebbe continuare ancora. Ma il quadro complessivo sembra già piuttosto chiaro così. Ed è sconfortante.

Emanuele Caso

Nella foto:
In piazza Mazzini, nei posti comunali, parcheggiano a prezzi decisamente bassi dipendenti di Palazzo Cernezzi

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