Covid, boom di contagi in Ticino e in Svizzera. Berset: «Siamo tra i peggiori in Europa»

Bandiera Svizzera

«Fino a tre settimane fa avevamo una delle situazioni migliori in Europa, ora è una delle peggiori». Il ministro dell’Interno e della Sanità della Svizzera, Alain Berset, ha parlato ieri con molta chiarezza della realtà difficile in cui si trova la Confederazione a causa della seconda ondata della pandemia da Coronavirus.
Nelle ultime 24 ore, sono stati infatti 5.596 i nuovi contagi, oltre 33mila negli ultimi 14 giorni, con 60 morti e una percentuale di test positivi (sul totale dei tamponi) che sfiora ormai il 20%.
L’ipotesi di nuovi lockdown, al momento, non è presa in considerazione ma nulla è escluso. «Non possiamo dire ora cosa succederà domani. L’evoluzione della pandemia non è una questione politica: è la realtà che evolve, e per il momento, non al meglio», ha aggiunto Berset.
Svizzera, dunque, in affanno. E Ticino costretto a fronteggiare anch’esso un aumento notevole dei contagi. Nelle ultime 24 ore i nuovi positivi al Covid-19 sono stati 255, e per la prima volta da settimane sono stati registrate anche due vittime. Anche i posti di terapia intensiva, che si erano svuotati, sono tornati adesso ad accogliere pazienti con il Coronavirus (per ora sono 3).
Ieri mattina, il governo cantonale ha convocato una conferenza stampa per illustrare la situazione in Ticino. Il medico cantonale, Giorgio Merlani, ha parlato di una «impennata sia nei test effettuati sia nei risultati positivi. Ora per dieci persone infettate ci sono 16-18 casi secondari, l’indice Rt è a 1,8. Cerchiamo di limitare i contatti, l’evoluzione è chiara, e non è piacevole».
Merlani ha anche annunciato un cambiamento nella comunicazione dei dati della pandemia, con la novità importante del numero dei tamponi effettuati, sin qui tenuto riservato.
Il ministro della Sanità ticinese, Raffaele De Rosa, al pari del consigliere federale Berset, non ha minimizzato la gravità della situazione. «Oggi (ieri, ndr) contiamo 255 casi positivi, quasi il doppio rispetto a martedì. Quanto la nuova curva dei contagi sarà alta dipenderà da noi e dai nostri comportamenti. Il nostro modo di agire fa la differenza, le scelte giuste ci proteggono non è un semplice slogan ma è un appello, sta a noi agire con consapevolezza». De Rosa ha anche spiegato che attualmente ci sono in Ticino «circa mille persone in quarantena», mentre gli ospedali sono in grado di garantire «60 posti letto in terapia intensiva e 220 per gli acuti». Vengono confermati come ospedali Covid la “Carità” di Locarno e la clinica “Moncucco” di Lugano. Il Cardiocentro metterà invece a disposizione 7 letti di terapia intensiva. In una eventuale «fase due» più complessa entreranno in funzione i reparti Covid dell’ospedale “Italiano” di Lugano e l’Eoc di Faido.

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