Cravatta, la crisi continua a mordere

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Un 2018 chiuso in rosso, con una flessione di volumi di oltre il 5% sull’anno precedente e perdita di fatturato di quasi l’1%. Un 2019 iniziato anche peggio. Il tessuto per cravatteria comasco continua a soffrire, anche se la crisi non coinvolge tutto il settore dell’accessorio, visto che sciarpe, foulards, stole e bandane di seta continuano a registrare una crescita a doppia cifra. Ma torniamo alla cravatta. Domenica il quotidiano “La Repubblica”, i telegiornali Mediaset e il “TgCom24” hanno celebrato una sorta di funerale della cravatta. L’ennesimo a dire il vero, negli ultimi venti-trent’anni. Il libro “L’uomo senza cravatta. Gianni Versace” è del 1997. «Difficile andare contro i numeri» spiega l’imprenditore tessile Andrea Taborelli presidente del Gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como. «Il calo del tessuto per cravatteria persiste da diversi anni – spiega ancora Taborelli – Si tratta di un trend. Oggi nel mondo occidentale nessuno impone più l’uso della cravatta e questo incide sul mercato. Diverso il discorso se si parla dei Paesi emergenti, dove la cravatta è rimasta uno status symbol, ma molto spesso si tratta di un prodotto non di alta qualità. Non cravatte cucite con tessuto serico comasco, insomma».
Sì, perché il distretto serico lariano, nonostante la crisi, continua a essere unico al mondo e a produrre il 90% della seta europea.
«Esiste ancora un mercato anche per la cravatta – dice sempre Taborelli – Ma è importante che il nostro distretto sia in grado di anticipare i tempi, ancora una volta. In questi anni sta uscendo lo spirito camaleontico degli imprenditori serici lariani, che sono stati ben più abili dei colleghi di altri distretti, quello biellese, ad esempio».
Il produttore comasco ha avuto maggiore capacità di adattamento.
«L’accessorio tessile è in crescita costante – dice Taborelli – Anche nella moda maschile ci si continua a coprire il collo. In certi casi pure per questioni di salute. Anche d’estate negli ambienti con aria condizionata. Così la sciarpa sta sostituendo la cravatta. Per molti produttori si tratta di un cambio di rotta, con accessori prima declinati solo al femminile, ma è un passaggio indispensabile».

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