Crepe in piazza, le paratie presentano il conto

Il reportage – Cassani (Metropole Suisse): «Le istituzioni dovevano muoversi prima»
Tensione palpabile tra gli albergatori per i danni provocati dai lavori sul lungolago
Crepe sui palazzi. Cancelli fuori asse. E una buona porzione di piazza Cavour – almeno venti metri quadrati – che si sta “muovendo”. Una serie di danni e rischi per i quali, sul banco degli imputati, c’è il cantiere delle paratie antiesondazione, colpevole di aver scosso il delicato equilibrio del sottosuolo di piazza Cavour.
Che i lavori rischino di causare danni ai palazzi circostanti – provocati non dall’impresa, ma dall’impatto del cantiere sul terreno – l’ha capito e ammesso anche
il Comune: martedì mattina il sindaco di Como, Stefano Bruni, in Regione Lombardia ha parlato proprio di questo argomento.
E ha annunciato che sarà probabilmente necessario un «intervento tampone», per mettere una pezza ad alcune «indicazioni problematiche» emerse durante un’indagine commissionata tempo fa da Comune e Regione a un team di geologi.
Nel frattempo, il cantiere delle paratie presenta il conto su piazza Cavour. I segni più evidenti sono sul marciapiede del lato destro (con il fronte rivolto al lago), nel tratto tra la pasticceria “Monti” e il bar “Touring”.
I lastroni di pietra sono solcati da una lunga crepa, in direzione obliqua, che continua per cinque metri. In direzione opposta parte un’altra crepa ancora più lunga. I danni maggiori si notano sullo spigolo del marciapiede: le giunture tra lastre e bordo si sono alzate di qualche centimetro, come se fossero spinte dal basso, e formano una dorsale lunga oltre tre metri. Nessuno può giurare che sia opera del cantiere delle paratie: tuttavia, il fatto che sia comparsa meno di due anni fa, porta a supporlo.
«Me ne sono accorto circa un anno e mezzo fa – racconta Ferdinando Colombo, titolare della pasticceria Monti – e l’ho subito segnalato al Comune». Se il colpo d’occhio sui sollevamenti in piazza Cavour è notevole, altrettanto impressionanti sono i “movimenti” all’angolo opposto, attorno all’hotel Metropole Suisse. Tra il marciapiede e la parete del palazzo si è aperta una fessura; il muro del passaggio carraio dà l’impressione di essere sradicato dal cancello, a causa dei movimenti del terreno.
Alla notizia che, ora, il Comune sta immaginando un intervento tampone per evitare cedimenti futuri, Damiano Cassani – titolare dell’hotel Metropole Suisse – dice chiaramente che le istituzioni si sarebbero dovute muovere prima.
«Prima che accadesse tutto ciò – racconta l’albergatore comasco – insieme con Antonello Passera dell’hotel Terminus avevamo commissionato alcuni controlli di stabilità con un’ispezione del sottosuolo. Era emerso che, data la conformazione del terreno, determinati lavori avrebbero potuto causare alcuni danni, come le crepe. La parte della piazza opposta alla nostra (quella della pasticceria Monti, ndr) era più a rischio. Noi avevamo trasmesso questi risultati al Comune. Mi stupisco invece che le istituzioni arrivino ora ad approfondire la situazione, a cose praticamente fatte».
«Noi – continua Cassani – abbiamo rilevato qualche crepa nei muri. Altre fessure si sono aperte più rapidamente del solito. Il palazzo ha tenuto meglio, rispetto al marciapiede. Ad ogni modo, è un problema di carichi a fronte lago: gli scavi del cantiere avevano tolto materiale al sottosuolo, e il terreno a monte ne ha risentito. Forse, il problema è stato sottovalutato dalle istituzioni. Non andava affrontato dopo tre anni di lavori, ma prima».
Al di là degli eventuali danni agli edifici della piazza, Cassani spiega che il cantiere delle paratie – o meglio, il suo ritardo sui tempi previsti – inizia a pesare sull’immagine turistica di Como.
«Il primo lotto doveva durare quattordici mesi, dopo tre anni siamo ancora lontani dalla conclusione. Al di là della nostra situazione e dei nostri disagi – conclude l’albergatore lariano – credo che tempi simili non giovino all’immagine della Como turistica. Spero solo che questo cantiere si chiuda al più presto».
Sulla vicenda si apre anche un fronte politico. Il consigliere Mario Lucini (Partito Democratico) ha annunciato che «chiederà subito a Palazzo Cernezzi i risultati dell’indagine geologica commissionata dal Comune». Dal sindaco Bruni, infatti, si è appreso che Comune di Como e Regione Lombardia avevano commissionato un’indagine sul sottosuolo di piazza Cavour a un team di geologi: proprio da queste ricerche sarebbero emerse alcune criticità, che oggi spingono Palazzo Cernezzi a correre ai ripari (con lavori il cui costo parte da 400mila euro) per evitare che il cantiere causi danni ai palazzi fronte lago.
Andrea Bambace

Nella foto:
La pavimentazione di piazza Cavour dissestata: palpabile la preoccupazione per le ripercussioni sulla fascia a lago del cantiere delle paratie (Foto Mv)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.