Crisi Canepa. Dipendenti in ansia, intere famiglie a rischio

San Fermo della Battaglia (Co), presidio dei lavoratori davanti alla ditta Canepa s.p.a.

Rabbia, preoccupazione per il futuro ma soprattutto sorpresa. Un’amara sorpresa è infatti quella che accomunava la gran parte dei dipendenti presenti ieri mattina fuori dai cancelli della Canepa.
Quanto accaduto negli ultimi mesi, durante i quali si sono rapidamente succeduti piani di rilancio annunciati dai nuovi soci fino ad arrivare alla crisi attuale, ha profondamente segnato i lavoratori. E sono tanti quelli assunti nell’azienda tessile da decenni. Intere famiglie devono il loro reddito alla Canapa e naturalmente sono in ansia. «Lavoro qui ormai da 26 anni – esordisce Eros Tettamanti – E come tutti sono stupito, non comprendiamo bene cosa sta accadendo. Adesso è necessario che la politica compatta si impegni per intervenire in fretta».
Ieri mattina i lavoratori firmavano anche una lettera aperta al Fondo che gestisce l’azienda. «Dopo avere positivamente accolto il vostro arrivo nella società Canepa solo pochi mesi fa, dopo avere letto i vostri proclami di rilancio ed esserne rimasti positivamente colpiti – inizia la missiva – dopo avere accettato il vostro piano di rilancio fatto di tagli (129 esuberi, ridotti a 105 grazie alla trattativa sindacale), piano accettato con grande dolore, ma con la consapevolezza di avere un interlocutore di cui fidarsi…, ci sentiamo traditi da chi ci aveva dato speranza, speranza spesa in tante parole, che poi ci hanno illuso e deluso nei fatti». Ma c’è anche chi vuole avere fiducia e spera nel futuro come Ghebreieslis Legesse. «Lavoro alla Canepa da 32 anni. Sono colpito da quanto sta accadendo ma continuo a essere fiducioso nell’azienda. Qualcosa deve cambiare. Noi siamo uniti e abbiamo voluto essere tutti presenti. Tutta la mia famiglia lavora qui e dunque per noi è fondamentale superare questa crisi». Sentimento analogo quello di Roberta Sala, da 33 anni in Canepa. «Sono veramente amareggiata. In pochissimo tempo è cambiato tutto e siamo rimasti sbalorditi. Purtroppo quello che ci spaventa è la mancanza di prospettive future e come lavoratrice non posso che vivere con apprensione questa situazione». E ieri in solidarietà dei dipendenti Canepa sono arrivati da altre province lombarde lavoratori della Uil per solidarizzare. «Arrivo da Monza e Brianza e con me ci sono persone da Lecco e Sondrio. Il nostro è un modo per far sentire la vicinanza», dice Egidio Pennati.

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